Categorie: didattica

didattica_interviste | Educare all’arte senza confini

di - 13 Febbraio 2009
Il progetto l’ArCo ha da poco festeggiato il primo decennale. Com’è nato?
Da un’idea folle e da un grande desiderio: divulgare l’arte contemporanea, pur non avendo un museo specializzato sul territorio. E cominciare dai più piccoli, quindi dalle scuole, coinvolgendo tutte le forze attive presenti nella città e nei dintorni (istituzioni, gallerie d’arte, collezionisti ecc.).

Dieci anni di lavoro continuativo con pubbliche amministrazioni – prima solo il Comune di Pesaro, poi molte altre della provincia – sono un bel traguardo. Una sfida, ma anche un importante “precedente”…
Questo è un augurio, e lo accetto volentieri. È chiaro che, quando l’idea di fondo è attivare un processo di educazione all’arte contemporanea, i confini non esistono.

Quali sono le difficoltà ma anche le sollecitazioni nel lavorare fuori da un luogo istituzionale? Insomma, è possibile fare didattica dell’arte contemporanea non solo fuori, ma addirittura senza un museo?

Spero che il nostro sia un esempio che risponde positivamente a questa domanda. È chiaro che le difficoltà sono tante, perché noi non lavoriamo su opere e mostre proposte dal museo, ma su cosa noi stessi scegliamo e installiamo. Quindi ogni anno abbiamo creato un evento e un percorso di didattica e l’evento è sempre stato aperto, anche solo in fase finale, alla città, soprattutto l’incontro con l’artista. A Pesaro ci vantiamo di aver portato nomi del calibro di Anne e Patrick Poirier, Michelangelo Pistoletto, Emilio Isgrò e quest’anno, per il decennale, il marchigiano Enzo Cucchi.

Negli anni il progetto è cresciuto, anzi germogliato, dando vita a un’associazione di operatrici (etrA), tessendo rapporti con le principali realtà museali italiane (Edu©arte), gestendo un luogo (Spazio Leda), fino a istituire un biennio specialistico presso l’Aba di Urbino (did’A). C’è spazio per ulteriori progetti?

I progetti futuri riguardano prima di tutto il potenziamento di quanto già istituito: è tutto accaduto da così poco tempo che abbiamo bisogno di consolidare. Lo Spazio Leda sta pian piano diventando un riferimento per la città, e il biennio – il primo nato in collaborazione con un museo (il Castello di Rivoli) – speriamo sia il luogo di formazione di tanti bravi operatori che possano inserirsi nei musei e nelle istituzioni, anche regionali. Sottraendo l’ambito della didattica a quei residui atteggiamenti non professionali, di personale riciclato da altri ambiti e senza preparazione (e sottopagato) che permette ancora si dica che la didattica è “quella roba per bambini”.

articoli correlati
Pesaro, Cucchi incontra gli studenti per il decennale de l’ARCo
Inaugura lo Spazio Leda
Pistoletto a Pesaro con il suo Terzo Paradiso
Finalmente la didattica museale ha il suo primo Manifesto

a cura di manuela catalano

la rubrica didattica è diretta da annalisa trasatti


Associazione etrA. I Controsensi dell’Arte
Presidente Antonella Micaletti
Info: www.etra-arte.it

[exibart]

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Torino renderà omaggio a Marisa Merz con una grande mostra in tre musei

Castello di Rivoli, Fondazione Merz e GAM uniscono le forze per una grande mostra diffusa dedicata a Marisa Merz, in…

4 Giugno 2026 9:48
  • Mostre

Tra i padiglioni più belli della Biennale 2026 c’è quello della Santa Sede

Il Padiglione della Santa Sede trasforma il Giardino Mistico dei Carmelitani Scalzi in una partitura in tempo reale. Con "L’Orecchio…

3 Giugno 2026 23:30
  • Mercato

Per la Next Gen del collezionismo, comprare opere non basta più

Lo dice il nuovo report di Larry’s List: la nuova generazione sposta il baricentro dall’acquisto alla costruzione di ecosistemi culturali.…

3 Giugno 2026 23:15
  • exibart.prize

exibart prize incontra Vincenzo Frattini

Ho costantemente l’esigenza di creare delle forme esterne che risuonino con la mia dimensione spirituale interiore

3 Giugno 2026 18:03
  • Design

Alessandro Mendini a Villa Giulia: le cose, le stanze, il progetto

A Verbania, fino al 27 settembre 2026, Villa Giulia accoglie una retrospettiva dedicata al designer Alessandro Mendini, tra oggetti iconici,…

3 Giugno 2026 18:00
  • Mostre

Quando i traumi diventano opere d’arte: la grande retrospettiva di Tracey Emin alla Tate Modern

Fino al 31 agosto, continua a Londra la più grande mostra mai realizzata su Tracey Emin. Tra aborto, malattia, violenza…

3 Giugno 2026 17:50