Come è nata la ricerca e come si sviluppata sul doppio binario didattica e canale informatico?
Il libro è il frutto di diverse ricerche iniziate in fase di tesi ed ampliate per la pubblicazione del libro. L’idea di base era quella di mostrare come le nuove tecnologie possano essere un mezzo molto importante per la comunicazione museale anche sotto il profilo didattico.
Da questa premessa è partita una ricerca sul campo per verificare quale fosse l’atteggiamento da parte delle istituzioni culturali nei confronti delle tecnologie. E’ emerso, almeno in Italia, che nella maggior parte dei casi in ambito museale c’è una certa diffidenza nei confronti di Internet; d’altra parte si è notato che alcuni musei utilizzano il Web anche per scopi didattici proponendo delle attività online. Quello che abbiamo voluto sottolineare nel libro è che il Web può sviluppare l’interattività tra museo e utente migliorandone la fruizione.
Quali le potenzialità emerse e quali le inaspettate carenze?
Tra le potenzialità c’è l’abbattimento delle barriere spazio-temporali, il museo online permette infatti all’utente di collegarsi al sito museale indipendentemente dal luogo e dall’orario; l’interattività e una maggior familiarità con il museo. Tra le carenze si è notato che proprio i musei più importanti sono quelli che investono meno nel sito web dormendo sugli allori della loro fama: molto spesso il sito museale si limita ad essere una brochure elettronica che non utilizza le potenzialità insite nel mezzo.
I musei presi in considerazione sono tutti torinesi eccetto il Poldi Pezzoli di Milano, che panorama ne è emerso e in che modo può ritenersi rappresentativo di quello italiano?
Le case histories museali prese in esame sono rappresentative della situazione italiana. Sono stati analizzati musei con tipologie di collezioni e di statuto differenti, accomunati però dall’attenzione nei confronti del nuovo mezzo. Lo scopo era quello di fornire una chiave di lettura esemplificativa della situazione museale italiana. Oltre alle case histories sono state citate realtà museali italiane e straniere degne di rilievo.
Come è cambiato il panorama dal 2003 ad oggi sia sul web che nelle sezioni didattiche italiane?
Dato che internet sta entrando a far parte della quotidianità si rileva meno diffidenza nei confronti del nuovo mezzo anche se in realtà siamo ancora distanti da un’effettiva applicazione delle sue potenzialità.
intervista a cura di annalisa trasatti
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