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didattica_interviste | La qualità nella pratica educativa al museo

di - 7 Giugno 2005

Quali motivazioni hanno spinto alla pubblicazione del testo La qualità della pratica educativa al museo?
Il testo è nato dalla volontà di rendere pubblico e perciò anche trasferibile un progetto pilota di formazione organizzato dall’Istituto per i Beni Culturali dalla Regione Emilia-Romagna e dalla Provincia di Ravenna tra il settembre 2002 e il febbraio 2003. A sua volta il corso era stato predisposto sia per le continue richieste di aggiornamento che arrivavano dai musei sia in previsione dell’applicazione degli Standard di qualità per i musei previsti dalla L.R. 18/2000, che pongono l’attività educativa, ed i Servizi educativi ad essa preposti, tra le funzioni fondamentali per un’attività museale votata all’eccellenza. Il corso perciò mirava a professionalizzare lo specifico profilo dell’operatore museale esperto in servizi educativi.

In quest’ottica formativa il corso partiva dalla definizione del profilo professionale del Responsabile dei Servizi educativi.
Coerentemente a quanto previsto dalla Regione Emilia-Romagna, questo profilo si articola in competenze base, specifiche della disciplina –l’educazione la patrimonio culturale, che possiede ormai una propria epistemologia, in competenze trasversali e competenze tecnico-professionali. Sullo sviluppo o approfondimento di queste competenze si sono concentrate le lezioni, validate a fine corso da una Dichiarazione di competenze, un piccolissimo passo verso l’acquisizione di certificazioni attestanti la professionalità dell’operatore dei Servizi educativi.

Il titolo, La qualità nella pratica educativa al museo, esplicita in maniera chiara e incisiva la finalità principale del corso: la qualità. Attraverso quali attività formative i docenti hanno mirato a quest’importante obiettivo?
L’obiettivo degli esperti era quello di sviluppare alcune fondamentali competenze di base tecnico-scientifiche che i nuovi Standard indicano a proposito della figura professionale del Responsabile dei Servizi educativi, di cui ogni museo dovrà dotarsi. Per questo motivo è stato approfondito il tema della differenziazione delle proposte didattiche in relazione alla necessità delle diverse fasce di utenza, adulti, anziani, disabili, infanzia, adolescenza, famiglia, il tema della pianificazione dell’attività educativa museale e gli strumenti ad essa connessi, il tema di quali strategie di comunicazione e di indagine sono opportune nei confronti dei pubblici e il tema della valutazione dell’attività didattica.

Nel titolo, sia del testo che del corso, si nota non solo la parola qualità, esplicitamente messa come protagonista di azioni formative, ma anche quella di pratica
La ricerca di qualità è un percorso senza fine e assumerla come obiettivo professionale significa anzitutto coltivare un atteggiamento di apertura verso la ricerca stessa, la sperimentazione, la pratica continua e perciò la possibilità di crescita. Essere in grado di analizzare la propria realtà, comprendendone limiti e punti di forza, è il primo passo verso azioni di qualità. Quello successivo è fatto di scelte, azioni sistematiche e risultati verificati, cioè di una pratica strutturata, pensata, valutata. Il corso è nato proprio da questa matrice di pensiero: un’attitudine professionale orientata al miglioramento continuo, al confronto e alla condivisione d’esperienze, di pratiche didattiche.

A proposito di condivisione di esperienze educative nell’ambito dell’educazione al patrimonio culturale, in cosa consiste il progetto europeo Collect and Share?
Collect and Share, fondato attraverso il programma Socrates della Commissione Europea, riunisce musei, gallerie, agenzie educative e istituzioni impegnate in azioni a favore dell’apprendimento continuo, con particolare attenzione al pubblico con difficoltà di inserimento sociale. L’obiettivo è coinvolgere il maggior numero possibile di partner museali al fine di raccogliere-collect e condividere-share le esperienze, fornendo stimolo e sostegno a forme di reciproca collaborazione istituzionale attraverso il sito web.

Traguardi futuri?
Stiamo lavorando per rendere operativi altri corsi di formazione per gli operatori museali del territorio in particolare nell’ambito della life long learning.

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Sito di Alba Trombini

intervista a cura di roberta opassi


LA QUALITÀ DELLA PRATICA EDUCATIVA AL MUSEO: volume a cura di Alba Trombini e Margherita Sani; Editrice Compositori, 2003, Bologna; € 20. Note delle autrici: Margherita Sani dirigente dell’Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della regione Emilia Romagna www.ib.regione.emilia-romagna.it. Alba Trombini: consulente museale per le Province di Ravenna e di Modena, docente e progettista nel campo dell’educazione al patrimoni culturale

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