Nel panorama educativo napoletano, da ormai vent’anni, è presente e attiva una compagnia teatrale dedicata unicamente al mondo dei più giovani. Superati i limiti del teatro, si è ben presto infiltrata nei mondi dell’arte e della letteratura fino a quello della scienza, presentando originali progetti di comunicazione. Ad oggi Le Nuvole lavorano per la Città della Scienza e in molti altri musei partenopei, dove mettono in scena sia percorsi guidati che veri e propri spettacoli.
Tra i più amati e longevi in cartellone c’è Annurka!, appuntamento stabile dal 2002, già rappresentato in varie sedi come l’Accademia di Belle Arti o il PAN di Napoli, attualmente in programmazione presso la reggia borbonica di Capodimonte.
Lo spettacolo, pensato per le scuole e in occasione delle Domeniche al Museo, anche per le famiglie, è andato in scena domenica 4 marzo al Museo di Capodimonte.
Come in una macchina del tempo, salendo al secondo piano, subito dopo i caravaggeschi, ecco accoglierci immobili e silenziosi i vasi di terracotta di Jannis Kounellis. Lo scopo di questo grande tuffo è far percepire subito ai bambini il passaggio da forme e materiali scontati e riconoscibili a forme e materiali inediti. Il percorso prosegue al terzo piano davanti ai giornali e i numeri all’Onda d’urto di Mario Merz, oppure ai colori del Vesuvius di Andy Warhol. Fino ad entrare letteralmente nell’opera di Joseph Kosuth, in quella Osservazione Grammaticale, Modus Operandi dove tante lettere al neon avvolgono nella buia stanza lo spettatore, stavolta bambini incuriositi. Dopo questa vera e propria iniziazione si raggiunge finalmente la sala dove lo spettacolo avrà luogo, e dove a fare da quinta laterale c’è una parete d’eccezione: il Cretto Nero di Alberto Burri nella maestosa intensità di quel nero lucido, rimarrà silenzioso spettatore di Annurkà!.
Appaiono i due protagonisti, un custode e la donna delle pulizie, che animano una storia, che, in un crescendo di divertimento e risate, intreccia riferimenti raffinati ma di immediata comprensione in un gioco di richiami che coinvolge i bambini che presto non resistono alla tentazione di diventare i diretti interlocutori dei nostri Adamo e Anita. Questi i nomi dei due personaggi che si trovano a gestire una situazione più grande di loro: in una novella Genesi Anita/Eva dà un morso a una succosa mela posta su un piedistallo al centro della scena, mela/Annurka che risulta essere un’inestimabile opera d’arte del rinomato artista Gabriel Annurka, come immediatamente il guardiano fa notare.
Cosa fare allora? Nel contesto astratto e magari freddo dell’arte contemporanea i nostri eroi non si perdono d’animo, anzi è questa magari un’occasione per rompere un’altra giornata di routine. Così, un pò goffamente, con movimenti che ricordano un mimo o un clown, improvvisano balletti a suon di jazz e si rivelano impacciati giocolieri, novelli Principe e Cenerentola, fino a quando la musica termina. Cala il silenzio e i due tristemente devono tornare alla realtà e si accorgono che quell’interludio era stato davvero piacevole tanto che Anita, stavolta subito appoggiata da Adamo, propone di rimordere la mela. Ma ancora una volta è quella tuonante voce dall’alto a bloccare i due che vengono richiamati in Direzione. La scena si svuota ma rimane come protagonista quella mela, insieme alla zucca, alle arance e soprattutto al Cretto Nero di Burri: l’arte rimarrà lì a divertire, incuriosire e stimolare il pubblico di tutte le età, pubblico che grazie ai nostri Adamo e Anita vedrà gli oggetti come pretesti per attivare sguardi nuovi. Per scoprire le infinite possibilità di interpretazione…
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