Se sei coraggioso, dotato di un fiuto da segugio, e sai aguzzare la vista allora sei la persona giusta per risolvere il “giallo al museo”, l’iniziativa di Art’è che partirà in contemporanea, domenica 25 marzo, in ben 40 musei italiani. E non sarà certo un gioco da ragazzi! Non basterà essere audaci ed abili nell’uso delle armi: il mondo dell’arte è ricco di fascino come d’insidie e, credetemi, indagare su un opera d’arte, si essa un quadro, una scultura o un reperto archeologico è un impresa difficilissima, anche per gli investigatori più esperti. Ma bando alle chiacchere e passiamo ai fatti! Per risolvere i misteri di Giallo al Museo avrete a disposizione alcuni strumenti fondamentali: tanto per cominciare, un vero e proprio quaderno-dossier sul caso da risolvere, munito di schede per annotare ogni indizio e raccogliere le testimonianze. C’è persino uno spazio per disegnare un Identikit: si sa, nel corso di un’indagine può sempre servire. Vi verranno consegnati un distintivo ed un prezioso tesserino di riconoscimento, con il quale potrete entrare in tutte le stanze del museo; avrete a disposizione anche una lente alla Sherlock Holmes e un’arma, che a volte può diventare molto pericolosa: una matita. Ci saranno testimoni d’eccezione: di certo il personale del museo ma soprattutto le opere, che a volte sembrano inutili, mute e invece… Ve lo dico già da adesso, non sarà un’impresa facile, i gialli da risolvere sono dei veri e propri rompicapo.
Ad esempio, dov’è finita l’Ebe scolpita dal Canova del Museo Civico di Rieti? C’è chi giura di averla vista servire birre in un pub… sarà vero? E ancora, che fine hanno fatto le statue del Salone d’Ercole di Palazzo Racconigi? e soprattutto perchè al loro posto c’è un volantino con il faccione sorridente di Arnold Schwarzenegger? Come potete vedere ci sarà di che spremersi le meningi…
Germana Mudanò
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wow!! ma daiiii!!???
Troppo forti sti articoli.
CIAO
Brava ottima iniziativa.
Guarda cosa come ho risposto ad una domanda in una intervista scritta fattami 4 anni fà (ad "Oreste Uno" , Palianello 1997)
D: Quale dovrebbe essere il ruolo del restauratore per l'arte contemporanea?
R: Questa è una domanda alla quale non credo di saper rispondere interamente…Ma una cosa è certa, il ruolo del restauratore d'arte contemporanea dovrebbe sicuramente essere diverso da com'è oggi concepito e praticato, come dovrebbe essere del resto per il critico e curatore troppo ancorati, specialmente in Italia, a vecchi schemi espositivi che non si adattano più all'arte sperimentale e di ricerca di molti artisti. Tutte e tre queste figure pur conservando le loro imprescindibili specificità dovrebbero, secondo me, abbandonare i vecchi schemi e cliscè di riferimento ed avvicinarsi di più alla figura dell'investigatore. I curatori dovrebbero utilizzare elementi tipici degli investigatore intraprendenti, mentre i critici quelle degli investigatori analitici, e i restauratori degli investigatori metodici. Formeremmo così curatori più temerari, critici più obiettivi, e restauratori più scrupolosi.