Nonostante le evoluzioni che la disciplina della didattica dell’arte ha avuto in Italia, negli ultimi vent’anni, il pensiero che sottintende la metodologia operativa dell’artista–design Bruno Munari è tuttora fonte di creatività per gli operatori del settore. Riflessioni quali “i bambini vogliono conoscere il mondo che li circonda e fin dalla nascita, istintivamente si trovano pronti a ricevere tutti gli stimoli possibili che l’ambiente trasmette … attraverso tutti i loro recettori sensoriali: l’udito, la vista, il tatto … Quindi è sbagliato far lunghi discorsi ai bambini invece che toccare e provare a fare ”; e ancora “giocare con l’arte, non per diventare artisti, né per scoprire i segreti dei grandi maestri, né per imparare la storia dell’arte ma soltanto per divertirsi, per dar libero sfogo alla fantasia e alla spontaneità …. Giocare con l’arte per vivere in modo creativo la scoperta delle regole della creatività!”, hanno avuto la forza di costruire una sensibilità nuova e moderna nell’ambito del rapporto bambini e arte, aprendo letteralmente la strada a tutte le esperienze che sono succedute.
In questo binomio ancor giovane quanto frainteso, la forza di rottura del suo pensiero, è stato nella leggerezza dell’approccio, nella semplicità del linguaggio, nella voglia di divertirsi dell’operatore stesso che quindi è in grado di trasmetterla ai suoi interlocutori. E’ proprio tale sensibilità lo rende attuale ancora oggi, nonostante le più recenti metodologie si siano orientate verso una maggiore centralità dell’opera d’arte in tutta la sua matericità e complessità semiotica, ed è proprio la sua città Milano, che per iniziativa del Museo dei Bambini di ABM, Associazione Bruno Munari, è stato inaugurato l’8 ottobre il primo nucleo del Centro Bruno Munari al MUBA, che propone alle scuole e alle famiglie alcuni laboratori
Dall’8 ottobre al 15 dicembre 2002, per i bambini dai 3 agli 11 anni, saranno aperti 6 Laboratori Bruno Munari: Tecniche di base, Libri, Plurisensoriale, Natura, Multimediale e Ceramica, allestiti in ambienti studiati ed arredati secondo le indicazioni originali dell’artista milanese, e condotti da operatori specializzati e da alcuni suoi collaboratori storici, preziosi depositari della sensibilità personale oltre che professionale del grande Maestro. E’ prevista, in seguito, una riapertura del centro nel febbraio 2003.
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annalisa trasatti
visitato il 17.X.2002
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