Ingenui, capricciosi, irosi, impauriti, giocosi: gli dei raccontati dalle parole di Ovidio e che riemergono in sembianze secentesche dai ritratti barocchi esposti a Palazzo Ducale sembrano avere le stesse debolezze e gli stessi desideri di lievità che animano ogni bambino. E come ogni bambino fa nel teatro della sua mente, anche il mito trova conforto alle avversità cambiando sembianze, trasformando l’oggetto del proprio rancore, coinvolgendo la natura nel processo di definizione dei propri stati d’animo. Nell’intreccio di storie e racconti, di trame scritte e vicende raffigurate, di epoche, di luoghi rimbalza l’eco della Metamorfosi, di un divenire che è essenza stessa dell’essere. Per questo l’approfondimento proposto dalla Sezione Didattica di Palazzo Ducale, coordinata da Maria Fontana , ha potuto sconfinare dal mito e dal passato per compiere incursioni nella realtà quotidiana e in linguaggi artistici del tutto contemporanei.
Ne è un esempio il laboratorio condotto da Barbara Barbantini sulla Realtà in mutazione attraverso il quale la sonnecchiante percezione di immagini prese a prestito da una rassicurante quotidianità (una foto-tessera, un ritratto di famiglia etc) viene piacevolmente turbata a piccoli passaggi scardinatori (foto-ritocco, sovvertimento nell’ordine della visione, estrapolazione dal contesto) volti a sorprendere i ragazzi in una lettura alternativa ed inattesa di elementi dapprima dati per acquisiti.
Come l’ovale di Giacomo del Po vede Dafne che si trasforma in pianta, l’atelier creativo Immagini in movimento curato da Massimo Palazzi coglie il processo di trasformazione nel momento in cui si compie. Sul tamburo rotante di uno zootropio le sequenze disegnate dai partecipanti prendono vita trasformando una serie di immagini distinte in un unico prodotto animato.
Si lega alla sezione della mostra dedicata ad Apollo e alla sua passione per le arti, il laboratorio promosso da Lorenzina Massa sulla Metamorfosi in Musica. Attraverso ascolti musicali e filmati viene consentito ai bambini di assaporare le infinite varianti di un brano, di un’opera o di un balletto. Interpretazioni, arrangiamenti, esecuzioni creano questo caleidoscopio fatto di note, che lascia spazio anche a
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La recensione della mostra
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www.palazzoducale.genova.it/mito/index.htm
daniela mangini
laboratori visitati il 7 maggio 2003
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