L’iniziativa pensata e dedicata agli alunni delle scuole elementari e a bambini e ragazzi da 6 a 11 anni, è un laboratorio d’arte che propone tre diverse sperimentazioni per approfondire altrettanti temi dell’opera di Rembrandt Harmensz Van Rijn (Leida, 1606 – Amsterdam, 1669). Ogni laboratorio prevede un’introduzione teorica, una sperimentazione tecnica dei linguaggi artistici e infine, una visita animata in mostra e vuole presentare ai bambini il pittore e la sua vita introducendoli direttamente nella sua opera, attraverso la lettura formale di due immagini costanti: L’autoritratto di Rembrandt giovane e i Mulini a vento . La prima proposta didattica: Rembrandt: ritratto e autoritratto: fra nasi, turbanti e cappelli… ricette per ritratti belli … e quanti occhi per guardarsi, quanti oggetti per rappresentarsi potremmo aggiungere! è un laboratorio sul ritratto; un vero e proprio viaggio nella vita dell’artista vista attraverso i suoi occhi, sia quando il pittore rappresenta se stesso, sia quando raffigura qualcun altro, la moglie Saskia in primis.
Il mondo in bianco e nero: l’incisione della realtà – antiche tracce segni e impronte a volontà, è, invece, il titolo del laboratorio sull’incisione, che propone una vera e propria immersione percettiva nella ragnatela dei segni tracciati da Rembrandt nei suoi autoritratti: linee forti e scure per esprimere la rabbia, dolci e luminose per la gioia, fitte e vicine per le ombre, libere e ariose per la luce. Quanti segni da scoprire per rappresentare se stessi, insieme agli strumenti del mestiere, per conoscere i segreti dell’incisione e le sue misteriose trasformazioni, dal disegno alla stampa, attraverso la tecnica della collografia. La terza proposta è dedicata a I personaggi: storie e immagini in scena racconti di vita inventati e disegnati. Una vera e propria finestra sull’Olanda del ‘600 e sui protagonisti della vita quotidiana di Amsterdam, dove, accanto al borghese, all’orientale e al pesatore d’oro, troviamo l’acchiappatopi, la mugnaia e la venditrice di frittelle, che i bambini reinventano collocandoli in uno scenario nuovo. E ognuna di tali scenografie, essendo opera di chi, spontaneamente, riporta tutto al vissuto, è sempre una realtà presente e coinvolgente, attraverso la quale soggetti tanto lontani nel tempo si trasformano in personaggi attuali, fantasiosi e stravaganti. Come dire che le scene di vita quotidiana che Rembrandt ha descritto nelle sue numerose incisioni, rivivono in un tempo e in uno spazio a lui lontano, attraverso gli occhi e le mani dei veri protagonisti di Officina Rembrandt … i bambini.
link corelati
www.scuderiequirinale.it
www.palazzoesposizioni.com
sonia grossi
mostra visitata il 10.XII.2002
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