Brancusi, The kiss, 1910
La celebre scultura The Kiss (Il bacio) di Constantin Brancusi conservata al cimitero di Montparnasse potrebbe essere rimossa per volere degli eredi di Tatiana Rachewskaïa. Dopo una battaglia legale durata un decennio, il tribunale francese ha deliberato che gli eredi della defunta possono reclamare la proprietà sull’opera del grande scultore posta sulla tomba. Questa sentenza, purtroppo, implica che la scultura potrebbe essere rimossa e addirittura messa in vendita.
Il celebre bacio viene ammirato ogni anno da migliaia di turisti e fan dello scultore che, da tutto il mondo, vengono in pellegrinaggio al celebre cimitero di Montparnasse, a Parigi. Qui, nel secondo cimitero più grande di Parigi – il più grande è il leggendario Père-Lachaise – è possibile visitare le sepolture di tanti personaggi importanti come Serge Gainsbourg, Charles Baudelaire, Guy de Maupassant, oltre che quella dello stesso Brancusi, morto nel 1957.
La scultura in marmo era stata collocata in cima alla tomba di Tatiana Rachewskaïa, una giovane studentessa russa suicidatasi nel 1910. Il suo amante, un medico romeno, Solomon Marbais, acquistò l’opera dallo stesso Constantin Brancusi e la mise sulla sua tomba tra il 1910 e il 1911. La statua rappresenta due figure per intero di due innamorati che si baciano, stretti in un indissolubile abbraccio. Di quest’opera si conoscono due altre versioni simili, collocate al National Museum of Art di Bucarest e al Philadelphia Museum of Art, negli Stati Uniti.
La querelle iniziò nel lontano 2005, quando il mercato delle opere di Brancusi esplose, dopo la vendita di Bird in Space (1922-1923) all’asta di Christie’s di New York per 27 milioni di dollari. Ad acquistarla fu Leon Black, collezionista e Presidente del MoMA di New York e, ultimamente, al centro di diverse polemiche per alcuni clamorosi casi di filantropia tossica. La vendita, al tempo, segnò il record d’asta per una scultura.
Dopo questo record, comparirono sulla scena ben sei persone che affermavano di possedere i diritti di proprietà sulla versione del Bacio sulla tomba di Rachewskaïa. Così entrano in scena il mercante Guillaume Duhamel e la casa d’aste francese Millon, che cercarono i discendenti di Rachevskaïa, individuati poi in Ucraina.
Nel 2006, Duhamel affermò che avrebbe collaborato con gli eredi della defunta, suscitando il timore che la scultura potesse presto essere messa in vendita. Il Comune di Parigi si era imposto, sostenendo che si trattasse di un monumento di rilevanza storica per il Paese e per questo inamovibile.
L’intricata questione non finisce qui. Nel 2018, la scultura fu coperta da una misteriosa scatola di legno che la oscurava completamente. Sul momento, Sylvie Lesueur, conservatore del Cimitero di Montparnasse, non aveva fornito spiegazioni sull’accaduto ma poi è stato confermato che era in atto una battaglia legale.
Nel dicembre 2020, la famiglia Rachewskaïa, forte della nuova sentenza della corte d’appello amministrativa di Parigi, si era recata al cimitero per rimuovere l’opera ma il Comune aveva negato nuovamente l’autorizzazione. La questione, a oggi, sembra ancora non concludersi. Possiamo aspettarci di tutto e, con buone probabilità, di trovare prossimamente Il bacio sul mercato, magari battendo un nuovo record.
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