Il Tar dà ragione alla Sovrintendenza: le opere di Marino Marini rimangono a Pistoia

di - 24 Febbraio 2021

Il TAR della Toscana ha respinto il ricorso della Fondazione Marino Marini, che si era appellata contro il vincolo di pertinenza posto dalla Sovrintendenza sulla collezione delle opere di Marino Marini esposte nel Palazzo del Tau di Pistoia. A diffondere la notizia, Federica Fratoni, consigliera regionale del Pd, che ha seguito la vicenda fin dalle sue prime mosse. «Una vittoria che ripristina la verità, adesso il Comune agisca per la riapertura del museo», ha dichiarato Fratoni.

Il vincolo del 2019

Il Mibact, attraverso il suo organo periferico della Sovrintendenza, si pronunciò già nel 2019, vincolando le opere di Marino Marini al luogo nel quale erano state esposte, il Palazzo del Tau. «Le istituzioni pistoiesi e la vedova di Marini, Mercedes Pedrazzini, agirono congiuntamente per istituire, nel 1983, l’attuale Museo Marino Marini attraverso la cessione in uso dell’ex convento del Tau, appositamente acquistato e restaurato dal Comune di Pistoia», scrivevano dalla Sovrintendenza, impedendo, di fatto, lo spostamento delle opere. L’ipotesi della Fondazione Marini San Pancrazio, infatti, era di far spostare la collezione pistoiese per istituire un unico polo a Firenze.

A sostenere l’esistenza di un legame indissolubile tra la città e la collezione Marini al Palazzo del Tau, attraverso l’incarico legale affidato all’avvocato Francesca Dello Strologo, il Comune di Pistoia, che si è reso disponibile a prendere in carico il museo Marini di Pistoia attraverso un comodato d’uso gratuito, per riaprirlo e restituirlo alla pubblica fruizione.

«Questa Amministrazione è disposta a mettere i soldi per la guardiania, a prendere la direzione artistica del Museo e ci siamo già resi disponibili anche a realizzare alcuni interventi migliorativi della struttura», ha dichiarato il sindaco di Pistoia, Alessandro Tomasi. «Stiamo inoltre lavorando per una valorizzazione dell’opera del Maestro attraverso il Piano strategico della cultura».

La lettura della sentenza, da parte di Federica Fratoni

«La sentenza è molto limpida, soprattutto in alcuni concetti fondamentali», ha spiegato Fratoni. «Il primo è che il Tar scrive come vada “disincentivato lo smontaggio delle opere d’arte per incrementare il commercio di singoli pezzi e l’improprio inserimento di essi in ambienti alieni, filosofia che sta portando, negli ultimi anni, a politiche di “restituzione” ai luoghi di origine di beni trasferiti in passato. Il secondo è che si pone in evidenza “l’errore della Fondazione di far riferimento all’inserimento delle opere di Marino Marini esclusivamente nel sistema museale nazionale quando, invece, la sua valorizzazione può essere assicurata anche dall’entrata nel sistema museale regionale: ecco perché risulta fondamentale il protocollo d’intesa già firmato a inizio 2020 con la Regione Toscana che, con la sua costituzione in giudizio, ha sicuramente irrobustito la posizione del ministero per i Beni culturali. Il terzo aspetto, il più importante, è che, nel rigetto del ricorso, si evidenzia come non ci siano motivazioni concrete che fanno propendere per una preferenza della vedova Marini a favore di una sistemazione a Firenze delle opere che sono a Pistoia».

Questioni di archivio

Oltre alla sentenza sul vincolo di pertinenza, il dispositivo del TAR affrontava anche la questione della dichiarazione di interesse storico e artistico per l’archivio documentale della Fondazione Marino Marini, anche questo impugnato dalla Fondazione. In questo caso, il Tribunale ha accolto i rilievi formali sollevati dalla Fondazione, disponendo il rinnovo della procedura di adozione di questo ultimo decreto da parte della Soprintendenza archivistica.

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