Ci sono alcune parole che identificano immediatamente, un atteggiamento, un’espressione, una persona. Per esempio, “Azione” è molto probabilmente il termine che meglio si associa alla ricerca compiuta da Marinella Senatore. Non solo in quanto artista interessata da sempre alle varie declinazioni della performance, quindi in sostanza del corpo in movimento o in assenza di esso. Ma anche per una la sua predisposizione registica evidente nella disposizione degli elementi sulla scena: azione, che l’opera abbia inizio! Insomma, la parola è una ma i significati possono essere tanti e sarà la stessa Marinella Senatore a parlarne, giovedì, 30 gennaio, alle 18.30 presso la Biblioteca Enciclopedica dell’Istituto Treccani a Roma.
L’occasione è data da Le Parole dell’Arte, la nuova iniziativa promossa da Treccani Arte: un ciclo di incontri che si tengono ogni ultimo giovedì del mese, in cui gli artisti sono chiamati a raccontarsi confrontandosi con le parole dell’arte contemporanea. Il ciclo di appuntamenti promosso da Treccani si apre appunto con la parola “Azione”, indagata da Marinella Senatore in conversazione con Marco Scotini.
Dopo Senatore e Scotini, sarà la volta, tra gli altri, di Francesco Vezzoli in conversazione con Chiara Costa, e di Massimo Bartolini con Ilaria Bonacossa. Quale sarà la parola da cui partiranno per raccontare il loro lavoro? Treccani prosegue così il proprio impegno nell’ambito dell’arte, facendo seguito alla fondazione di Treccani Arti, il nuovo ramo dell’Istituto che dal 2018 propone una serie di iniziative legate al mondo del contemporaneo.
Marinella Senatore è nata a Cava de’ Tirreni nel 1977. Ha realizzato performance, dipinti, collage, installazioni, video e fotografie, coinvolgendo intere comunità intorno a tematiche sociali e questioni urbane quali l’emancipazione e l’uguaglianza, i sistemi di aggregazione e le condizioni dei lavoratori. Per Treccani Arte ha realizzato nel 2019 un’opera in edizione limitata intitolata Bodies in Alliance/Politics of the Street Special Edition, una stampa fine art con applicazioni in velluto rosso porpora che celano solo in parte l’azione rappresentata: nel corso di una serata presso un locale underground di Cape Town, tre attiviste del collettivo Pussy Riot si esibiscono sul palco con il volto coperto da un passamontagna.
Marco Scotini è direttore artistico di FM Centro per l’arte contemporanea di Milano. Dal 2004 è Arti Visive Department Head di NABA. Responsabile del programma espositivo del PAV – Parco Arte Vivente di Torino, ha curato il Padiglione albanese alla Biennale di Venezia 2015 e co-curato la prima Biennale di Anren, Cina, nel 2017. È stato direttore artistico della 2nd Yinchuan Biennale, nel 2018. È direttore scientifico dell’Archivio Gianni Colombo e dell’Archivio Bert Theis e dal 2019 è membro dell’Italian Council.
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