Selezionata dalla redazione del mensile Arte, storica rivista italiana che promuove il Premio, l’opera fa parte della ricerca Non c’è confine una serie di lavori che Alice Voglino ha realizzato tra il 2023 e il 2024 cercando di approfondire la relazione identità-memoria, osservando “chi siamo” attraverso la “memoria di cosa è stato”.
Per farlo ha utilizzato i corredi dei suoi trisnonni e trisnonne: tessuti antichi, lenzuola, tovaglie, asciugamani, camicie da notte ricamati
Cercando una connessione con quei tessuti, vissuti, usati, impregnati di una quotidianità lontana e nel contempo fisicamente presenti, ha dipinto con colore acrilico e quindi ricamato ogni tessuto come a ricucirsi a quella storia, per rendere visibile quel legame che esiste come energia senza confine.
Ricami come cicatrici colorate che non fanno più male, che diventano una cascata di colori capaci di lavare via il dolore dell’esistenza.
“Le esperienze vissute o percepite – afferma Alice Voglino – contribuiscono a definirci, così come il dolore può fare parte della nostra storia contribuendo a farci essere le persone che siamo oggi. Sta a noi decidere di trasformarle, accoglierle per renderle generative.”
L’opera finalista resta esposta dal 15 al 20 ottobre al Museo della Permanente di Milano e viene inclusa nel Catalogo Arte Moderna n. 59 – Ed. Giorgio Mondadori nelle librerie da dicembre 2024.
Informazioni:
Alice Voglino
info@alicevoglino.com
www.alicevoglino.com
T. 3407998911
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