Categorie: exibart.prize

Ecco 5 nuovi finalisti di exibart prize EP6!

di - 10 Aprile 2026

Silvia Rosellina Cerioli

La mia ricerca nasce dal desiderio di esplorare la materia come luogo di pensiero e di trasformazione. Lavoro principalmente con rame e alluminio, materiali che dialogano con la luce e raccontano la memoria dei gesti. Nei miei “Mille Pensieri” ogni scaglia cattura e riflette luce e movimento, trasformando superfici in flussi di emozione e riflessione.
Il mio percorso è fatto di esperienze molto diverse: dal lavoro come scultrice al Teatro alla Scala, alla realizzazione di opere pubbliche come il monumento agli Alpini, fino a progetti più recenti premiati, come il Premio Speciale per la Sostenibilità dell’Arte Laguna Prize 2025. Ogni opera nasce dall’incontro tra idea e materia, e dalla volontà di lasciare spazio all’imprevisto, alla scoperta, al dialogo tra gesto e pensiero.


Hylde Salerno

Hylde Salerno è un’artista visiva che esplora le profondità dell’animo umano, affrontando temi universali come il dolore, la memoria, la spiritualità, la maternità e la dipendenza affettiva. Attraverso il suo lavoro, unisce elementi di arte concettuale, fotografia, pittura e installazione, cercando di evocare emozioni forti e riflessioni profonde sul corpo, sulla psiche e sulla società. La sua arte è un dialogo continuo tra il personale e l’universale, il reale e l’immaginario, con un’attenzione particolare alle esperienze femminili e alla condizione umana.


Giorgio Micco

Si è formato in arti visive all’Accademia di Belle Arti di Venezia e alla Willem de Kooning Academy di Rotterdam, completando gli studi post laurea all’Accademia Albertina di Torino.
Ha partecipato a numerose residenze e workshop artistici, entrando in contatto con istituzioni come Kunstinstituut Melly (Rotterdam), NODE Center (Berlino), BASE (Milano), Mousse Publishing (Milano), Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (Torino), Print Club (Torino), Palazzo Grassi – Fondazione Pinault (Venezia), Monotono (Vicenza), Inactual (Bologna).
Le sue opere sono state esposte a Careof DOCVA (Milano), The Blank Contemporary (Bergamo), Dispensa (Torino), Germinale Monferrato (Asti), Fondazione Bevilacqua La Masa (Venezia), Magazzini del Sale (Venezia), Jarach Gallery (Venezia), Fondazione Francesco Fabbri (Treviso), BJCEM (Ancona), Atelier dell’Arco Amoroso (Ancona).
Il suo lavoro è incluso nella mappatura 89plus, presentata nell’ambito del progetto 89plus Marathon (Serpentine Galleries, Londra).

Elisa Zadi

Il lavoro di Elisa Zadi esplora le questioni della femminilità, dell’identità e dell’appartenenza attraverso il ritratto e l’autoritratto. Il suo percorso si sviluppa indagando la connessione fra uomo e natura sia in senso introspettivo che antropologico e simbolico. Artista poliedrica si occupa di pittura, installazione, performance e poesia.
Elisa Zadi indaga le possibilità del ritratto e della rappresentazione dell’identità attraverso una serie di figure che cercano una connessione tra di loro e con la natura in uno spazio immaginifico e metafisico. Queste figure rappresentano la sfida di far parte di una realtà in continuo cambiamento e movimento in cui le relazioni umane sono compromesse dalla complessità e l’effimero della vita moderna e l’allontanamento dalla natura simboleggia anche la distanza dalla verità propria dell’esistenza.

Camilla Marinoni

Al centro del mio lavoro c’è un racconto intimo e personale riferito agli aspetti sociali e spirituali del vivere quotidiano e di cui si fa inevitabilmente esperienza.
Il corpo, ferito, curato e sviscerato, immerso fra la finitudine e l’atteso, è il punto di partenza e l’argomento che emerge nella mia ricerca e che cerca di essere da stimolo per una riflessione sul senso della nostra esistenza. Ho studiato scultura ma il processo creativo si rappresenta anche attraverso diverse espressioni artistiche: dall’installazione all’abito, dalla pittura al video, dalla scultura alla performance. In base al progetto scelgo il materiale più adatto per il suo sviluppo ma ho una particolare predilezione per il filo (i centrini e il tessuto) e la terra (la ceramica), due elementi archetipici che abitano il confine fra la gentilezza e l’ostinazione. Morbidezza e durezza, delicatezza e forza sono elementi che si alternano, si sfiorano e formano un contrasto che esprime l’essenza di ogni essere umano.

Vedi gli altri finalisti di exibart prize su exibartprize.com

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