Francesca Piovesan è nata ad Aviano nel 1981; lavora tra Aviano e Venezia. Dopo essersi diplomata nel 2004 in Restauro di Dipinti Murali allo UIA di Venezia, si diploma nel 2014 in Arti Visive all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Nel 2015 vince la 3° edizione del Premio Cramum, nel 2018 viene selezionata per la Biennale BIAS di Palermo e nel 2021 viene selezionata per rappresentare l’Italia alla Biennale del Vetro (Bornholm Art Museum) in Danimarca.
Il sottosopra ha trovato sfogo nella dimensione terrestre. Immagini oniriche sono legate indissolubilmente alla percezione umana. Non esiste possibilità di sottrazione da quel mondo; la dimensione extravisiva è ormai coesistente a quella dell’ordine naturale. Tutto è infettato.
Fecondo ultraterreno insidiato nei tessuti vegetali, animali e umani. La realtà ne è invasa.
Il concetto di “memoria” è stato il perno attorno al quale ha ruotato tutta la sua ricerca. Memoria che si configura come contributo fondamentale per la costruzione dell’identità personale e collettiva di persone e luoghi. Memoria che rielabora, seleziona e leviga costantemente la materia del nostro passato, restituendocela nella forma di un aneddoto, di un’immagine, di una frase. Memoria che intrattiene un costante rapporto di equilibrio con l’oblìo, presupponendo sempre una scelta tra ciò che del passato dev’essere ricordato, e ciò che, invece, verrà dimenticato.
La mia ricerca artistica nasce dalla volontà di connettermi al Tutto. Il mio essere finito, limitato che cerca di partecipare a quelle feste a cui non è invitato , ( parafrasando Rainer Maria Rilke), cerca una tensione volta verso l’alto, asintotica verso l’impossibilità di raggiungere questo obiettivo, prendendo consapevolezza dell’ essere una creatura lieve e provvisoria. Ma è proprio grazie all’impossibilità di raggiungere il Tutto, che ho la possibilità di percepirlo . Questa ricerca si concretizza in un lavoro principalmente installativo che analizza questa consapevolezza partendo dal corpo e ricercando un modo per relazionarsi con l’infinito e la dimensione più spirituale.
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