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exibart prize incontra Giulia Baita

di - 7 Aprile 2023

Qual è stato il tuo percorso artistico?

Sono laureata in Storia dell’Arte Contemporanea. Ho sempre amato disegnare e dipingere piccoli acquarelli. Dodici anni fa ho scoperto la Mobile Art, cioè l’arte con dispositivi mobili (iPhone, iPhad, smartphone in genere). Inizialmente editavo le fotografie con filtri e app, poi ho iniziato a creare immagini assemblando stickers dalle app, editando, disegnando con la pencil sul telefono. Oggi, di questa arte, ne ho fatto un lavoro.

Quali sono gli elementi principali del tuo lavoro?

Mi piace creare immagini solari, positive, immagini che fanno riflettere ed esprimono energia positiva. La bellezza, secondo me, è un valore. La bellezza è amore. E l’arte è preziosa. L’arte siamo noi.
Amo la natura, colori caldi, le immagini oniriche. L’immaginazione può essere un mezzo straordinario per conoscerci e conoscere il mondo intorno a noi.

In quale modo secondo te l’arte può interagire con la società, diventando strumento di riflessione e spinta al cambiamento?

L’arte ha un linguaggio unico e speciale: parla con la parte più profonda di noi, quella più intima, quella più “antica”. Attraverso le emozioni riesce a far passare messaggi che altrimenti non arriverebbero o sarebbero distorti.
Se tutti noi curassimo molto di più l’arte, il nostro patrimonio artistico, probabilmente saremmo persone migliori. Penso che la politica, la società intera, dovrebbero farsi carico di diffondere e promuovere l’arte molto di più di quanto accade. Gli artisti dovrebbero essere protetti, supportati, perché essi sono strumenti di riflessione e cambiamento.

Quali sono i tuoi programmi per il futuro?

Sto lavorando a due opere che parteciperanno al Fuori Salone a Milano e un’altra che sarà esposta alla Florence Biennale 2023.
Quest’estate conto di organizzare, invece, una mia personale a Cagliari, città in cui vivo.

In quale modo le istituzioni potrebbero agevolare il lavoro di artisti e curatori?

Sarebbe bello che le istituzioni finanziassero eventi che possono avere finalità di riflessione su temi sociali di grande impatto. Agli artisti dovrebbe essere garantita una partecipazione gratuita e i curatori potrebbero lavorare grazie alle sovvenzioni pubbliche. L’arte è un bene di tutti, un bene destinato al grande pubblico non a pochi appassionati. Le istituzioni dovrebbero essere consapevoli della capacità di cambiamento che l’arte produce e farsene carico.

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