Iniziamo con Alice Guerra la nostra passeggiata tra gli artisti che partecipano a exibart.prize. Sarà un modo per conoscerli e per divulgare il loro lavoro ma anche un’occasione per avere un quadro generale sul ruolo dell’artista e della sulla vita, oggi.
Quando hai capito di essere o di voler essere un artista?
«Credo che per me sia stata una sensazione sempre presente. Ho studiato grafica all’Accademia di Belle Arti di Urbino e già quella scelta significava quale potesse essere il mio orientamento. Poi questa sensazione è diventata una determinazione quando il progetto dei “Dissacri” è diventato un’azione reale e non un semplice pensiero».
Riesci a vivere del tuo lavoro di artista?
«Non ancora. Ma facendo anche la fotografa riesco a mantenermi in un ambito comunque creativo».
Qual è il tuo rapporto con il mercato dell’arte? Gallerie, curatori, critici…
«Difficile. Perché nessuno ti insegna come muoverti. Le gallerie serie sono affollate e distanti. Cerco di partecipare come posso attraverso collettive o premi con la certezza che prima o poi il mio lavoro verrà notato. Aver vinto già diversi premi mi rende ottimista. Almeno mi sono resa conto che il mio lavoro passa. Che quello che faccio ha un senso anche per qualcun altro!».
Di cosa credi ci sia bisogno nel mondo dell’arte per sostenere gli artisti?
«Come artista non mi sono mai posta questa domanda. Comunque credo che l’arte debba essere sostenuta nel suo insieme. Tutelare tutto il comparto significa di conseguenza sostenere gli artisti. Piccoli e grandi che siano».
Il titolo della serie di Alice Guerra si riferisce alla perdita, da un fotogramma all’altro, dell’aura che viene attribuita generalmente a un’icona. Personaggi della quotidianità dell’artista (amici, famigliari, conoscenti) vengono trasformati in icone popolari. L’elaborato grafico consiste in una trasfigurazione, delicata e graduale, che dal soggetto straordinario arriva al soggetto comune. Alice Guerra coglie nei volti qualcosa di speciale che riporta nelle icone patinate del mondo dello spettacolo umanità e sentimento.
A differenza dei veri artisti pop, che considerano l’oggetto come un assoluto, spersonalizzato ed autonomo rispetto alla vita umana, i suoi Dissacri lo reintroducono in una dimensione terrena, domestica. Si tratta di un lento lavoro di eliminazione del sacro, è l’idolo che si fa uomo.
Alice Guerra nasce a Sassocorvaro (PU) il 9 aprile 1987. Vive e lavora a Sant’Angelo in Vado (PU). Dopo il diploma in grafica editoriale conseguito alla Scuola del Libro di Urbino, si laurea in Grafica presso l’Accademia di Belle Arti di Urbino. Nel 2015 partecipa al Premio Nazionale di Arte Attuale ”Faces” indetto da EneganArt, classificandosi nella categoria fotografia al 1° posto, con l’opera Dissacro. Nel 2016 vince il Premio Arte, indetto da Cairo Editore, nella sezione grafica digitale. Il Dissacro è stato esposto nella mostra collettiva tenutasi presso le prestigiose Sale di Palazzo Reale a Milano.
A Bolzano, TOUTITÉ – ILIAZD Lo Studio della Forma è la prima retrospettiva italiana dedicata al poeta, designer e editore…
Linda Karshan al Palazzo della Cancelleria Apostolica omaggia Roma con opere in cui misura, movimento e umanesimo si intrecciano
Una nuova sessione di vendite interamente dedicate al lusso, tra orologi rari e gioielli. Incluso un Jaeger-LeCoultre "Art Déco" da…
Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…
Il Palazzo dei Priori (ex Chiesa di San Martino) di Fermo ospita la mostra che vede protagonista l’artista milanese Federico…
Una mostra monumentale ripercorre oltre sessant’anni di sperimentazione pittorica, dai primi lavori figurativi alle grandi astrazioni che hanno reso Richter…