Ho iniziato a dipingere questo ciclo durante la prima fase di lockdown. Nelle Felci riscontro una forma ancestrale di grande ispirazione, capace di ospitare l’ invisibile percepibile a scanso dei limiti umani. Al fine di aderire il più possibile al mondo le Felci costituiscono un corpo che privilegia uno stato interminabile di contemplazione cosmica e accettando per natura tutte le sfumature del tempo e dello spazio arrivano a fondersi completamente con il mondo e a coincidere con la sua sostanza. Le loro foglie sono la forma paradigmatica dell’ apertura: la possibilità di essere attraversate dal mondo senza esserne distrutte.
La mia direzione di ricerca è quella di entrare nei problemi della comunità e usare il mio lavoro per riflettere sulle diseguaglianze della società sviluppata. Inoltre l’arte contemporanea è uno specchio che riflette le domande della società: cosa possiamo fare per rendere il domani migliore di oggi? Spero che le mie opere potranno indicare quali sono i problemi della vita pubblica.
è un’artista interdisciplinare, che lavora principalmente con installazioni e media basati su immagini in movimento, come video, ologrammi, figure generate con l’uso di computer e software. Collocando la sua pratica artistica tra sofisticati media innovativi e materiali volutamente contaminati, Skoromnaya parla attraverso un linguaggio che mette a fuoco ed esaspera i paradossi presenti nella nostra società .
Maria Grazia Carriero (Gioia del Colle, BA, 1980), artista e docente di discipline grafiche e scenografiche, si forma in Arti visive e discipline per lo spettacolo, indirizzo pittura, presso l’Accademia di Belle Arti di Roma. Instancabile viaggiatrice – con una fondamentale esperienza a Marrakech – e sperimentatrice, passa dalla pittura alla fotografia, alla videoarte e alle installazioni; comune denominatore della sua ricerca è la virtualità , concetto filosofico e antropologico indagato attraverso l’analisi della cultura popolare, delle credenze e delle pratiche ascetiche.
Corporeità e respiro, immedesimazione e vita, ironia e patetismo sono alcuni degli elementi intangibili che attraversano le ultime ricerche di Luisa Turuani (Milano, 1992). L’artista indaga la natura umana per mezzo dei desideri che l’uomo investe sugli oggetti. Le sue opere vivono e muoiono, seducono e interrogano l’osservatore, sono esseri viventi unici e irripetibili.
Jacopo Valentini ha esposto in istituzioni e spazi privati sia in Italia che all’estero, fra cui: Chiostri di San Domenico, La Triennale di Milano, Centro per l’Arte Contemporanea L.Pecci, Museo Fattori, Royal Institute British of Architecture, Fondazione Fabbri, Fondazione Bevilacqua La Masa, Fondazione Ragghianti, La Volonté 93, Una Vetrina, Linea di Confine, Festival della Filosofia di Modena, Galleria Civica Cavour di Padova, Palazzo del Governatore di Parma, Galleria Civica di Modena, Istituto Italiano di Cultura-AddisAbeba, Istituto Italiano di Cultura-Mosca.
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