La memoria è un tema caro agli artisti contemporanei. Per chi utilizza il computer e le Reti, tuttavia, la questione acquista un’accezione differente, confrontandosi da un lato con il meccanismo puramente tecnico dell’archiviazione dei dati (la memoria dell’elaboratore), dall’altro con l’espansione della sfera umana dei ricordi attraverso le nuove tecnologie.
Cory Arcangel, computer artist americano noto per il suo riutilizzo creativo di videogiochi e tecnologie obsolete
Alex Galloway , nella sua introduzione al progetto, sottolinea come la conversione dei dati da un formato ad un altro –quello che Lev Manovich nel suo Il linguaggio dei nuovi media ha chiamato transcoding– sia alla base di moltissimi progetti web degli ultimi anni, compreso Carnivore dei suoi RSG. Il flusso del codice binario, considerato come materia prima grezza –che si tratti di testi, immagini o suoni- viene manipolato dai net artisti alla ricerca di inedite e stimolanti alternative ad una visualizzazione consueta. L’informazione processata da computer è infatti composta da stringhe di codice binario e la sua facilità di trasmutazione produce effetti imprevedibili e affascinanti. Le parole del dizionario venivano trasformate in ambienti tridimensionali
Il lavoro di Arcangel, che è la continuazione del suo RAM Project del 2000, nasce da un’attitudine hacker e smanettona, di cui conserva il sapore ludico e sfrontato. Il gusto è sempre quello di mettere le mani sulla tecnologia e fargli fare cose per cui non era stata originariamente programmata. Così la RAM di un computer di casa può diventare videoarte, mostrandovi la macchina che digerisce ed elabora dati o, come preferisce l’autore, “che soffoca e urla contemporaneamente”.
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valentina tanni
[exibart]
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