Categorie: exiwebart

exiwebart_project | Molleindustria gioca duro

di - 9 Agosto 2004

data
Lungo tutto il Novecento, gli artisti si sono serviti degli strumenti più diversi per sviluppare un discorso politico. Tornano alla mente i collage dadaisti, la nuova oggettività tedesca, il cuneo rosso di El Lissitzky, i paroliberi futuristi, i muralisti degli anni Trenta, Guernica e Guttuso… Eisenstein era convinto che il cinema, attraverso il montaggio, potesse diventare un mezzo straordinario di indottrinamento politico, e il suo uso a scopo propagandistico durante l’ultima guerra ne è stata un’efficace dimostrazione. Anche i videogame possono essere utilizzati allo stesso fine. Si è parlato, e si parla ancora, di una ideologia dei videogame; li si è accusati, come il cinema, di indurre alla violenza. Ma se è lecito dubitare che possano trasformare i nostri figli in assassini, è vero che una buona fetta del mercato videoludico cerca di trasformarli in soldati, difensori del Bene contro il Male, liberatori degli oppressi, esportatori di democrazia.

Mettendo le mani sul mezzo videoludico, gli artisti non mettono in discussione il loro utilizzo politico, ma rivendicano il diritto di smascherarlo e di servirsene per trasmettere al giocatore un’altro tipo di discorso. Tecnicamente, le alternative possibili sono due: intervenire, modificandolo, su un videogioco esistente (come hanno fatto, tra gli altri, jodi o retroyou) o crearne uno nuovo. La seconda via è la più difficile, perchè la creazione di un videogioco richiede una macchina produttiva complessa; ma anche la più efficace, ai fini di una riscrittura radicale della forma videogioco. Perchè, come rileva Molleindustria, “le regole di un gioco sono la sua ideologia”: un’ideologia che la tattica delle patch può rivelare, al massimo scalfire, ma mai riscrivere. L’ideologia del gioco, in altre parole, non sta solo nella vicenda che racconta, ma nel modo in cui è programmato; non solo in quello che ci chiede di fare, ma in quello che non ci lascia fare.

Partendo da questa forte consapevolezza del mezzo, la factory mantovana si inserisce nella vivace scena del videogame amatoriale con alcuni giochi in flash con cui intende stimolare il dibattito sull’ideologia e sulle forme del videogioco, promuoverne la decostruzione e la ricostruzione. I temi sono il revisionismo storico (Memory Reloaded), la vuota retorica dei discorsi ufficiali (Papa Parolibero), il lavoro atipico (Tamatipico) e flessibile Tuboflex, fino al persistente machismo della società contemporanea: che costringe la donna a costruirsi una vita di coppia ‘felice’ simulando orgasmi che non proverà mai (Simulatore di orgasmi), e che confina ai margini le minoranze omosessuali (Queer Power). Molto semplici, i giochi della Molleindustria non rinunciano, come molti videogiochi d’artista, alla componente ludica, servendosene anzi come mezzo di identificazione del giocatore con un ruolo e come elemento chiave del discorso culturale e politico che vanno costruendo. E di una educazione tutt’altro che convenzionale: come dimostra Memory Reloaded, che insegna ad accettare come regola del gioco il fatto che la storia possa cambiarci le carte in tavola, trasformando per esempio i campi di sterminio in campi di girasole; mentre Queer Power, il loro ultimo prodotto, invita a superare i pregiudizi della norma bisessuale dominante, e a cambiare identità con disinvoltura. Perchè giocando s’impara…

articoli correlati
Molleindustria su Random
L’oading a Siracusa
Play – quarant’anni di videogiochi
JODI.ORG: un sito che è un’opera d’arte
Lorenzo Pizzanelli – Play Art
link correlati
Molleindustria
Jodi – Untitled Game
Retroyou

domenico quaranta

[exibart]


Visualizza commenti

  • ahi ahi ahi , un pò di confusione!!!!!
    come è possibile citare jodi ed Co. con il sito belloccio di molleindustria. Questi si capisce, mossi da "ironia asolescenziale" credo ancora alla favola dei buoni contro i cattivi. Forse la sperimentazione nel web verte su paradigmi un po più aticolata. Chi scrive l'articolo pecca forse un pò di ingenuità oppure ad agosto si sprecano le licenze poetiche?

Articoli recenti

  • Libri ed editoria

La terra trema: catastrofi, media e memoria nel nuovo saggio di Lucrezia Ercoli

In uscita per Il Melangolo, La terra trema di Lucrezia Ercoli riflette sul rapporto tra catastrofi, immagini mediatiche e fragilità…

16 Maggio 2026 18:11
  • Arte contemporanea

Trieste interroga le tracce del dissenso: Speaking After the Body inaugura Dissent Series

Curata da Lorenzo Lazzari, la mostra riunisce Carloni-Franceschetti, Shadi Harouni e Madeleine Ruggi per riflettere sulle memorie che le lotte…

16 Maggio 2026 17:30
  • Mostre

Cento visioni per cento visitatori: la rivoluzione digitale di Hero Pavel a Venezia

Fino al 30 maggio, la galleria LINLI Art Space di Venezia ospita la ricerca multimediale di Hero Pavel: cento opere…

16 Maggio 2026 16:40
  • Arte contemporanea

Le forme del dopo: un’antologica di Rosaria Matarese al Museo FRaC

Curata da Massimo Bignardi, l’antologica al Museo FRaC mette in dialogo le opere storiche di Rosaria Matarese con una nuova…

16 Maggio 2026 16:30
  • Arte contemporanea

L’arte dello sciopero che mette in crisi il sistema dell’arte

A cinquant’anni dall’inizio di Arte Sciopero, Montecatini Terme celebra la figura di Galeazzo Nardini con una grande mostra dedicata alla…

16 Maggio 2026 16:15
  • Arte contemporanea

È morto a 51 anni il performer e videoartista Luca Sivelli

Performer e videoartista, docente dell'Accademia di Belle Arti di Catanzaro, Luca Sivelli è stato una figura di riferimento della scena…

16 Maggio 2026 13:24