Categorie: exiwebart

exiwebart_project | World of Awe | il viaggio immaginario di Yael Kanarek

di - 28 Novembre 2002

Sono questi gli ingredienti di base di World of Awe, complesso e ambizioso progetto che la media artist Yael Kanarek porta avanti dal 1995. Il lavoro si pone all’incrocio di media diversi e, partendo da un nucleo contenutistico estremamente coerente ed unitario, si sviluppa poi nelle direzioni più diverse: dalla grafica tridimensionale (Nowheres), che trasforma in uno scenario il deserto della memoria, alla newsletter che spedisce le lettere d’amore direttamente ai lettori. Dallo screensaver, fino alla musica digitale, scritta in collaborazione con il compositore Yoav Gal. Il cuore del progetto rimane però il diario del viaggiatore che, nella migliore tradizione del racconto di viaggio, propone un percorso che si svolge sia nello spazio reale sia nell’interiorità del personaggio. Ma World of Awe sa anche innovare questa tradizione: identificando il deserto dell’alba/tramonto col deserto della memoria e il self del personaggio con la natura spazio temporale del paesaggio, ma anche sovrapponendo il deserto alla rete, facendo compiere all’utente un percorso che può a sua volta essere tracciato e seguito.
Il risultato finale – in continuo aggiornamento ed ampliamento – è una narrativa multimediale ed ipertestuale caratterizzata da un’inesauribile contaminazione di stili e linguaggi: dal realismo magico del diario allo stile epistolare del romanticismo ottocentesco, dall’opera in musica alla fotografia di viaggio.
L’ultima di queste evoluzioni in ordine di tempo è la sezione mRB, un’interfaccia tridimensionale realizzata in collaborazione con lo studio architettonico Bnode (composto da Judith Gieseler e Innes Yates) che descrive il moodRingBaby. Si tratta di un super-toy che nasce dalla contaminazione fra i magici anelli della tradizione ed il Tamagotchi: un anello capace di raccogliere input dall’esterno, rielaborarli e raccontare storie ma anche in grado di sostenere una conversazione, edulcorando così le solitudini del nostro viaggiatore. Un ulteriore artifizio della memoria, dunque, una tecnologia che consente infiniti viaggi della mente e che Yael Kanarek e Bnode ricostruiscono a partire dalle sommarie descrizioni contenute nel diario. Ricostruzione che fino all’1 dicembre 2002 sarà anche installazione all’interno della Beta Launch Exhibition allestita dall’atelier newyorkese Eyebeam, rivestendo di materia plastica le spoglie della memoria del misterioso giocattolo.

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