Palau de Congressos Palma, Mallorca. Courtesy Palau de Congressos de Palma
Art Cologne, una delle fiere d’arte più antiche e consolidate al mondo, ha annunciato l’apertura di un’edizione primaverile a Palma de Mallorca. Dal 9 al 12 aprile 2026, il marchio tedesco approderà al Palau de Congressos, edificio affacciato sulla baia della città progettato dallo spagnolo Francisco Mangado.
Il progetto nasce in collaborazione con l’associazione Art Palma Contemporani, che riunisce le gallerie d’arte contemporanea dell’isola, e avrà un comitato di selezione composto da nomi internazionali tra i quali Maria Baró, Diego Diez, Christian Nagel, Olga Temnikova e Fran Reus. In una prima fase, verrà data priorità ai partecipanti dell’edizione 2025 di Art Cologne, che riceveranno inviti diretti. Successivamente, l’invito sarà esteso ad altre gallerie, privilegiando in particolare quelle con sede in Spagna, Portogallo e Americhe. L’elenco definitivo degli espositori sarà reso noto entro dicembre 2025.
Per Art Cologne non si tratta però di una semplice espansione geografica ma di un ritorno nelle Baleari: nel 2007, infatti, aveva già tentato un’edizione a Maiorca, rimasta però un episodio isolato.
Nel 2007, il gigante tedesco aveva già provato a esportare la sua formula a Maiorca, con un’edizione chiamata Art Cologne Palma de Mallorca, ospitata nella vecchia fiera cittadina. L’esperimento però non ebbe seguito: dopo quell’unica edizione, la formula non venne più ripetuta, complice una combinazione di scarso ritorno commerciale, poca attrattiva internazionale e un contesto locale meno strutturato rispetto a oggi. Art Newspaper, al tempo, lo aveva descritto come un tentativo non troppo riuscito da parte della fiera tedesca di emulare il successo di Art Basel Miami Beach.
Questa memoria storica pesa molto sull’annuncio del 2026: la “nuova” Art Cologne a Maiorca non parte da zero ma si confronta con un precedente fallito. E questo rende il rilancio doppiamente interessante, perché segnala una precisa volontà di riscrivere la narrazione e riattivare un’idea rimasta in sospeso. La domanda che resta aperta è se questa volta il pubblico internazionale saprà riconoscere nelle Baleari non soltanto una destinazione turistica ma un nuovo polo di legittimazione del contemporaneo.
Daniel Hug, direttore di lunga data della fiera, sembra molto positivo sulla scena artistica di Palma, che descrive come vibrante. Come spiega: «Maiorca ha un legame profondo con l’arte moderna e contemporanea: dalla Fondazione Joan Miró al Museo Es Baluard, fino a gallerie come Baró, Kewenig, Pelaires, Xavier Fiol, Fermay e LA BIBI + REUS, solo per citarne alcune. Senza dimenticare Hauser & Wirth a Minorca, Gathering con sede a Londra e Colonia, e Parra & Romero a Ibiza».
Quella di Art Cologne è senza dubbio una mossa strategica anche se si tiene in considerazione il fatto che l’isola spagnola sia una delle mete preferite dai tedeschi con un’alta possibilità di spesa. Negli ultimi anni, infatti, sono circa 40mila i tedeschi che sono stati in vacanza sull’isola e moltissimi sono gli espatriati che qui hanno dato vita a una comunità compatta: una base ideale, dunque, per una fiera che intende affermarsi come ponte tra Nord Europa e Mediterraneo.
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