Cinque minitessili in mostra alla Pinacoteca Civica di Como. Credits: t-space studio.
Siamo andati a Como per visitare Miniartextil, la storica manifestazione dedicata alla Fiber Art contemporanea. Fra la Pinacoteca Civica, il Padiglione ex Grossisti del Mercato Coperto e “METAMORPHOSIS”, una mostra parallela organizzata per l’occasione, si riflette sulla componente tessile nell’arte contemporanea.
Per la trentesima edizione di Miniartextil, purtroppo rimandata molte volte a causa dell’emergenza sanitaria, l’associazione Arte&Arte ha organizzato un percorso in tutta la città , per raccontare la storia trentennale di questa manifestazione ideata da Mimmo Totaro e Nazzarena Bortolaso, partendo dalla Pinacoteca di Civica di Como.
La giuria presieduta da Totaro, Paolo Bolpagni, Maria Luisa Frisa, Francesco Franchi e Giovanni Berera ha scelto 54 minitessili da esporre alla Pinacoteca. I minitessili sono opere delicate che riescono a far riflettere su molti temi della nostra contemporaneitĂ usando la componente tessile. Oltre ai minitessili, una mostra retrospettiva riunisce i capolavori delle Civiche Collezioni con le opere di 26 artisti internazionali scelti fra quelli che hanno partecipato a una delle scorse edizioni di Miniartextil.
Fra gli artisti, troviamo Monica Teal, Kendall Buster, la coreana Sun Rae Kim, Wanda Casaril, Giulio Locatelli, Ottonella Mocellin insieme a Nicola Pellegrini, David Olivieira, Josep Grau-Garriga, Angela Glajcar, Alvaro Diego Gomez Campuzano, Giovanna Bolognini, Filippo Avalle, Olga De Amaral e, infine, lo stesso Totaro.
Il contesto del Padiglione ex Grossisti del Mercato Coperto sfrutta uno stabile della città non ancora aperto al pubblico. All’interno campeggia una grande installazione di Stefano Ogliari Badessi, Sei esattamente dove dovresti essere. Questa opera “respira” grazie all’effetto del gonfiabile collegato al battito dell’artista. Il pallone è stato realizzato con sacchetti in polipropilene recuperati dall’artista a Shanghai, nel 2018. La struttura al suo interno è abitata da sculture realizzate con sete comasche e occhi tribali appesi, che completano l’esperienza di comunione con l’arte per lo spettatore.
Arriviamo quindi all’ultima tappa. “METAMORPHOSIS”, la mostra colletiva curata da Paolo Bolpagni, Giovanni Berera e Sonia D’Alto, raccoglie voci proveninenti da scenari culturali molto diversi fra loro ma accomunati dal linguaggio dell’intreccio. Le opere di Jannis Kounellis, Slavs and Tartars, Marwa Arsanios, Nadko Solakov, Ariel Schlesinger insieme a Jonathan Mond, Hans Peter Feldmann e molti altri, interpretano il rapporto con la componente tessile in modi diversi, dialogando nelle suggestive stanze di Villa Olmo.
Arte contemporanea, danza e musica per la Cerimonia di Apertura Paralimpica realizzata da Filmmaster: Alfredo Accatino ci racconta il progetto…
La Fondazione Il Bisonte presenta le opere di Lori Lako, Leonardo Meoni, Bianca Migliorini e Chiara Ventura, nella mostra conclusiva…
Margaret Whyte rappresenterĂ l’Uruguay alla Biennale di Venezia 2026, con un’installazione che intreccia tessuti e resti tecnologici per riflettere sul…
L’inchiesta di Reuters sull'identitĂ di Banksy apre una domanda: a chi giova conoscere il suo vero nome? Un’analisi del suo…
Alla Galleria Heimat di Roma il progetto di Pamela Berry riunisce gli artisti Manuela Kokanovic, Giovanna Bonenti e Benymin Zolfagari…
Il caso del nuovo film di Ryan Coogler, con il numero piĂą alto di sempre di candidature agli Oscar, racconta…