Annunciata poco fa la location che sceglie Manifesta, la Biennale Europea itinerante che quest’anno si è svolta a Marsiglia in maniera silenziosa e interrotta dalla pandemia: sarà Barcellona ad ospitare la manifestazione.
Anzi, sarebbe più giusto dire che sarà la Catalogna la regione di Manifesta 15, visto che il board della Biennale ha scelto la proposta di ospitalità di Barcellona e altre dieci città metropolitane della regione che da anni lotta per l’autonomia, e che ha produce il più alto PIL all’interno della Spagna.
“Manifesta 15 mira a fare di Barcellona un laboratorio per la progettazione creativa di prototipi artistici che guidino un nuovo istituzionalismo culturale. Tra questi parametri si cercherà di comprendere come realizzare una revisione strutturale del rapporto tra arti contemporanee e contesti territoriali e comunitari, e come incorporare l’arte in contesti educativi che promuovano il pensiero critico e l’immaginazione, e come democratizzazione la governance delle stesse istituzioni culturali e includere gli artisti nella produzione di ecosistemi al di fuori del mondo dell’arte”, si legge nello statement dell’annuncio.
“L’offerta di Barcellona per Manifesta fa parte di un piano per potenziare la rete culturale della città oltre i suoi margini. Perché la dimensione metropolitana è e sarà un elemento innovativo per il futuro, che deve essere messo in pratica oggi” ha dichiarato la sindaca della metropoli spagonola, Ada Colau.
Manifesta 15 si svolgerà nel 2024, e già per Manifesta 16 si annuncia la “casa”: sarà una città tedesca ad ospitare la manifestazione. E anche in questo caso la scelta sembra ricadere su una geografia economica ben precisa, dove di certo i capitali di investimento non mancheranno.
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