118) Liu Bolin, Cenacolo Vinciano, Milano, 2025, stampa a getto d'inchiostro, 58,9 x 100 / 70,6 x 120 / 88,3 x 150 / 117,7 x 200 cm, Edizione di 8. Courtesy: Galleria Gaburro
Dal 19 al 22 marzo 2026, negli spazi di Superstudio Più a Milano, torna MIA Photo Fair BNP Paribas, la prima e più importante fiera italiana dedicata alla fotografia d’arte. Nata nel 2011 con l’obiettivo di indagare il ruolo sempre più trasversale dell’immagine fotografica nel sistema dell’arte contemporanea, la manifestazione celebra quest’anno la sua quindicesima edizione. Con oltre 111 espositori tra gallerie e istituzioni italiane e internazionali, MIA Photo Fair continua a configurarsi come uno dei punti di riferimento europei per il collezionismo fotografico, ma anche come luogo di incontro tra linguaggi, pratiche artistiche e generazioni diverse. Il tema di questa edizione, Metamorfosi, richiama il poema di Ovidio preso come metafora del cambiamento continuo che attraversa oggi la fotografia: un medium in costante trasformazione, capace di ridefinire identità e narrazioni. Nel primo giorno di apertura al pubblico, ecco il nostro vademecum per orientarsi tra gli stand.
Dall’inizio alla fine: si parte proprio dal corridoio d’accesso, con lo spazio dedicato ai diversi partner istituzionali e si vari progetti speciali come il Superstudio Lounge (A002), il BNL BNP Paribas Lounge, che dall’anno scorso sancisce il passaggio della banca da main sponsor a title sponsor ufficiale della manifestazione, o ancora lo stand AON (A009) che accoglie le iconiche polaroid canine di William Wegman (esposto in collaborazione con Galeria Alta, stand B007).
Superato il primo passaggio, si entra finalmente nella Main Section, la sezione principale della fiera dove il tema della metamorfosi prende forma in modi imprevedibili, tra riletture del mezzo fotografico e sperimentazioni tecnologiche. Tra i primi stand che catturano la nostra l’attenzione troviamo Galeria Alta, che oltre a presentare, come dicevamo sopra, le opere di Wegman, porta in fiera i suggestivi scatti di Todd Hido (B007) e la sua esplorazione atmosferica di paesaggi urbani e suburbani legati alla sua infanzia. Subito a sinistra invece la monografica di Building Gallery dedicata al bestiario surreale di Roger Ballen (B006). Si prosegue con la sezione The Portfolio Parade (B032), il programma ideato dall’artista e curatore olandese Erik Kessels, accanto alla quale possiamo ammirare i coloratissimi (e grandissimi) fiori di Luzia Simons esposti da Galerija Fotografija (B028). Ancora i booth di Willas Contemporary (B023), che propone alcuni emblematici scatti del fotografo inglese Jimmy Nelson, o una delle foto finaliste del premio BNP Paribas El voto es secreto (2012) di Pietro Paolini da Gaze-Off & Franco Mariotti (B024). Mentre la Galleria d’Arte Frediano Farsetti (B005) presenta una selezione di opere di Antonio Biasiucci, Luca Campigotto e Piero Gemelli, concepita in dialogo con il filo rosso della metamorfosi.
Ma non è finita qui. Tra le corsie della fiera si incontrano anche progetti speciali che meritano una sosta più lunga. Da Orma Art (E004), ad esempio, il progetto Brasiliae PAESAGGIO CORPO MATERIA, nato dalla collaborazione tra la galleria milanese e Chroma, propone un focus sulla fotografia brasiliana contemporanea presentando, per la prima volta in Italia, i lavori di Arquém Alcântara, Claudio Edinger e Gleeson Paulino: tre generazioni a confronto accomunate da una profonda riflessione sull’identità brasiliana e sulla costruzione dell’immagine come spazio critico. Proprio in questo stand è possibile ammirare la vivace foto di Paulino, Faz-de-conta (2018), vincitrice del premio miramART 2026. In questo contesto si inseriscono gli scatti di Vincent Rosenblatt, dedicati alla subcultura dei bate bola, di Betina Samaia, che racconta invece delle smaterializzazioni rituali degli Yanomami, e il lavoro di Alessandro Fracta con la sua ricerca sugli Encantados.
Come ogni anno, la fiera non si limita alla sezione principale ma si articola in tre sezioni curate, ciascuna con un proprio focus teorico. La prima è Beyond Photography – Dialogue, curata da Domenico de Chirico e ormai giunta alla sua settima edizione. In questa sezione la fotografia diventa punto di partenza per esplorare territori più ampi: installazioni, interventi site-specific e opere ibride che sfidano i confini tradizionali del medium. Tra i booth più interessanti della sezione compaiono +359 Gallery (D018), Raffaella De Chirico (D021) e Andrea Zardin (E007), ciascuno con progetti che declinano a infinite interpretazioni l’idea stessa di immagine fotografica.
Contemporaneamente si sviluppa Reportage Beyond Reportage, curata da Emanuela Mazzonis, una sezione che indaga le trasformazioni della fotografia documentaria, aprendone l’immagine verso una pluralità di visoni e interpretazioni. Tra le proposte in mostra si segnalano, oltre alla già citata Willas Contemporary (B023), i booth di Galerie Parallax (C019) e Flat // Land (C016), con opere che attraversano continenti, culture e generazioni differenti. Completa il percorso Focus Latino, curato da Rischa Paterlini, che propone una panoramica sulla fotografia latinoamericana contemporanea. Tra memoria storica e trasformazioni sociali, gli stand di Villa Alegre (E015) e i già citati Orma Art (E004) e Gaze-Off & Franco Mariotti (B024) restituiscono la vitalità di geografie e genealogie che vanno dall’America latina alla penisola iberica.
Ce n’è ancora. Tra le piccole sorprese disseminate lungo il percorso vale la pena citare la galleria messicana Proyecto H Contemporaneo (F019) con le opere di Pablo Genoves, Isabel Alonso Vega, Jose Manuel Ballestrer e Raphael Barrios, e la galleria coreana AN INC (D017) che dimostrano come l’immagine continui a reinventarsi attraverso materiali, supporti e modalità espositive sempre più innovative. Oltre agli stand degli espositori, MIA Photo Fair BNP Paribas 2026 dedica ampio spazio anche al programma culturale, con incontri, workshop, talk e conferenze che, da giovedì 19 fino a domenica 22 marzo, approfondiscono i temi centrali della fotografia contemporanea. L’obiettivo resta quello di sostenere un collezionismo consapevole, offrendo strumenti critici e occasioni di confronto tra artisti, curatori e pubblico.
Infine, tra le iniziative più attese c’è la nuova call internazionale Superstudio Photo Award dal tema “Metamorfosi, dall’abito alla pelle: diversamente IO”, rivolta a studenti europei tra i 18 e i 28 anni provenienti da accademie, università e istituti di fotografia, design e comunicazione visiva. Il progetto nasce dalla collaborazione tra Fiere di Parma, Superstudio Events e Fujifilm, e si propone di intercettare le nuove sensibilità creative delle giovani generazioni. Con la sua struttura ormai consolidata – tra stand, progetti curatoriali premi e sezioni tematiche – MIA Photo Fair continua a raccontare la fotografia attraverso la sua costante metamorfosi, confermandosi così come uno spazio di confronto privilegiato tra arte, mercato e ricerca.
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