L’esplorazione si accompagna alla fotografia e anche il senso dell’indagine sulla storia e la contemporaneità. Per questo è da sempre una porta d’accesso alla comprensione del mondo. MIA Photo Fair BNP Paribas, la fiera della fotografia di Milano diventa quindi ancora una volta una preziosa lente d’ingrandimento su ciò che vediamo attorno e lontano da noi.
«MIA Photo Fair BNP Paribas prosegue a ogni edizione un preciso percorso di crescita internazionale rafforzando il dialogo con gallerie, artisti e istituzioni provenienti da tutto il mondo, e costruendo una rete di relazioni sempre più ampia e qualificata», spiega Francesca Malgara, direttrice artistica di MIA Photo Fair BNP Paribas, che descrive anche il senso del titolo di questa 15ma edizione: «Ma Metamorfosi è anche una parola chiave della contemporaneità, capace di descrivere tanto le evoluzioni dell’immagine – dalla fotografia analogica alla post-produzione digitale – quanto le trasformazioni culturali e sociali che attraversano il nostro tempo».
MIA Photo Fair BNP Paribas si terrà dunque al Superstudio Più, dal 19 al 22 marzo 2026. Ci saranno 111 espositori, di cui 76 gallerie, 27 internazionali e 24 alla loro prima partecipazione. Completano il panorama espositivo 16 tra istituzioni provenienti dall’Italia e dall’estero, progetti speciali e mostre, oltre a 14 editori e sei media partner. Questa volta ci sarà una presenza internazionale sempre più marcata e un legame maggiore con la città.
«Il titolo Metamorfosi ne riassume l’intento di voler fare il punto sull’evoluzione tecnica dell’immagine e sulle trasformazioni culturali e sociali di cui si fa testimone. L’immagine guida della fiera non a caso è una storica Polaroid dell’artista statunitense William Wegman (ci sarà una mostra), scelta per il suo linguaggio ironico e diretto, capace di evocare profondità concettuale senza artifici digitali», continua Malgara.
In questa edizione le sezioni sono quattro: Main Section con le diverse gallerie, e tre le sezioni tematiche Beyond Photography – Dialogue, Reportage Beyond Reportage e FOCUS Latino. La prima Beyond Photography – Dialogue, a cura di Domenico de Chirico, per la settima puntata, va a cercare il confine tra la fotografia e le altre arti come la scultura, la pittura e il video per scoprire la sua potenza dialettica in relazione con altre forme d’arte. Alcune gallerie presenti in questa sezione sono in condivisione con la sezione Focus Latino, a cura di Rischa Paterlini, scoprendo una vicinanza di temi e medium che i vari espositori possiedono nel raccontare le molteplici declinazioni della fotografia.
Su Focus Latino, la curatrice Rischa Paterlini racconta: «Partendo da questa idea di trasformazione, ho immaginato un progetto che non si soffermasse su un singolo paese o su una narrazione identitaria definita, ma che potesse abbracciare una molteplicità di sguardi e di esperienze. È in questo contesto che ho ripensato al termine Latinx, usato negli Stati Uniti per indicare in modo neutro e inclusivo le persone di origine latino-americana e caraibica, superando le categorie di genere e aprendo a una visione fluida e plurale dell’identità». Si avrà la possibilità di vedere una galleria di immagini che ci offrono un panorama di lavori da gallerie internazionali dove spiccano nomi come Moataz Nasr, Dafne Heinzmann, Claudia Behrensen, Constanza Oxenford, Patricia Fraser, Evelyn Hofer e Regina Jose Galindo.
Reportage Beyond Reportage, a cura di Emanuela Mazzonis di Pralafera, è una riflessione sulla fotografia documentaria: «Reportage Beyond Reportage sottolinea come attualmente sia sempre più difficile parlare di reportage classico, di fotografia ‘esclusiva’, di notizia in anteprima. I fotografi, nell’epoca della post fotografia, vanno oltre il reportage tradizionalmente inteso e lavorano piuttosto nel campo della fotografia documentaria raccontando delle storie private o collettive che oltrepassano il banale, il quotidiano, il già visto per porre domande e non dare risposte. Bisogna riscoprire ad andare oltre il bisogno attuale dell’immediatezza della notizia», spiega la curatrice.
Quest’anno si riconfermano molti premi, che sono un valido strumento per captare le direzioni della fotografia attuale. È il 15mo anniversario del Premio BNL BNP Paribas, che quest’anno è affiancato da altri nove riconoscimenti a sostegno della ricerca artistica. Ci sono anche due nuovi premi: il The Collectors.Chain Prize, promosso da Art Defender, e il Superstudio Photo Award, nato dalla collaborazione con Superstudio.
Tra i tanti ritorna anche il Premio Irinox Save the Food – Feeding the Image, a cura di Claudio Composti, dedicato al tema del cibo in tutte le sue forme – tra nutrimento materiale e food for thought.
Ci sarà la possibilità di capire qualcosa di più sul collezionismo con incontri a cura della Collezione Ettore Molinario, e anche di fare un workshop con Nicolas Ballario da Cucù Studio: «Quest’anno faremo il punto sul ritratto – spiega Ballario – i 70 che parteciperanno andranno a catturare le facce della fiera»
Nella fiera sarà dato molto spazio a diversi progetti speciali, capitoli che aprono finestre in contesti completamente differenti l’uno dall’altro. A partire da Non si diventa grandi da soli, il reportage fotografico di Giorgio Galimberti, dedicato alla Fondazione Don Gino Rigoldi, con primi piani e dettagli che ritraggono le persone di alcuni quartieri della periferia milanese, tra cui il Giambellino.
Tutto ciò è coerente con il Progetto IncluCity dedicato all’inclusione giovanile attraverso il quale la Banca BNL BNP Paribas opera nelle periferie di Milano, Padova, Prato, Roma e Napoli, supportando e costruendo un network di associazioni sul territorio, tra cui la Fondazione Don Gino Rigoldi per la città di Milano. Anchor partner sono Save the Children Italia, Comunità di Sant’Egidio, Fondazione Alberto e Franca Riva, ma IncluCity continua ad allargare la propria rete solidale, con il coinvolgimento di circa 40 realtà non-profit che contribuiscono ad aumentare l’impatto a favore di bambini e adolescenti. Sono oltre 3mila finora i giovani che hanno potuto frequentare programmi di studio e formazione lavoro, scambi culturali, laboratori e sport. Un gruppo è stato anche distinto nella realizzazione di un cortometraggio.
Ritorna ancora come una pietra miliare il Deloitte Photo Grant, con la direzione artistica di Denis Curti, che espone le opere vincitrici delle prime tre edizioni del Premio: le fotografie di Newsha Tavakolian, fotografa iraniana e membro di Magnum Photos, vincitrice della prima edizione 2023; Davide Monteleone, fotografo italiano e National Geographic Fellow, vincitore della seconda edizione 2024; e Carlos Idun-Tawiah, fotografo e regista ghanese, vincitore dell’ultima edizione Contrast, con il progetto Hero, Friend, Father.
In questa occasione Aon ospita nel proprio stand la mostra delle Polaroid di William Wegman (Holyoke, 1943), presentata dalla Galleria Alta. Attraverso la grande Polaroid 20×24 e la presenza scenica dei suoi cani Weimaraner.
Istanti Ritratti è la mostra che Eberhard & Co. presenta al MIA Photo Fair BNP Paribas dedicata a Elisabetta Catalano (1944-2015), realizzata in collaborazione con l’Archivio Catalano: una galleria di ritratti in cui la fotografa romana cattura l’essenza di personaggi appartenenti a tre universi che ha attraversato e frequentato tra la fine degli anni ’60 e gli anni ’70: il mondo dell’arte, quello del cinema e il mondo inteso come La Dolce Vita. Personaggi come Helmut Berger e Marisa Berenson, Claudia Cardinale, Enrico Castellani, Roman Polanski e Sharon Tate, Gilbert & George si susseguono, ciascuno immortalato in un contesto peculiare, quasi a cercare una sintesi della dimensione artistica e umana di ciascuna personalità.
Il Kartell Bistrot che verrà aperto per l’occasione avrà una mostra dedicata a Giovanni Gastel (1955-2021), con still life epici del fotografo recuperati dall’Archivio Kartell, come quella emblematica in cui la lunga libreria Bookworm di Ron Arad diventa la naturale prosecuzione dell’acconciatura di una modella avvolta in un drappo rosso, che Gastel diceva di aver scattato pensando alla Chioma di Berenice.
Tra i tanti progetti anche quello con le Stanze della Fotografia e Fondazione Giorgio Cini, con l’opera Courrèges bathing suit di Horst P. Horst (1906-1999), in dialogo con le opere finaliste del concorso per giovani fotografi promosso dalla Fondazione Le Stanze della Fotografia.
Ancora, la Casa Museo Molinario Colombari esplorerà il tema della Metamorfosi con opere della Collezione Ettore Molinario: Fratelli Alinari, Clovis Bataille, Lisetta Carmi, Daniel Frasnay, Aneta Grzeszykowska, Martine Gutierrez, Sarah Jones, Christopher Makos, Angus McBean, Barrie Schwortz, Agata Wieczorek e artisti anonimi. La Fondazione Sella presenta Lo scatto del tempo. Vittorio Sella, il fotografo e il suo archivio, recente lavoro editoriale che Fondazione Sella ha dedicato all’archivio di Vittorio Sella (1859-1943), grande fotografo ed esploratore delle cime e delle più importanti catene del mondo.
La Fondazione Francesca Rava – NPH Italia come charity partner partecipa con la mostra fotografica Artico: Un Deserto Abitato. Storie di resistenza umana ai confini del mondo, progetto di Valentina Tamborra, fotografa e giornalista che da anni lavora su territori di confine.
Come sempre ci sarà una parte dedicata all’editoria e ai talk con artisti, giornalisti, galleristi, curatori e professionisti nel settore dell’arte, tra cui Jimmy Nelson, Hans Georg Berger, Almudena Romero, Darius Himes, Todd Hido, Alfio Puglisi, Francesco Paolo Campione, Francesco Antonioli, Rischa Paterlini e Domenico de Chirico.
Nato come estensione naturale di MIA Photo Fair BNP Paribas, il Circuito OFF presenta The New American West: Photography in Conversation alla Galleria 10 Corso Como. SENATO BLOW(N) UP, giunto alla sua seconda edizione, a cura di Claudio Composti, è un progetto che utilizza il suolo della corte nera di Senato Hotel Milano per presentare un’unica immagine, stampata in formato 8×8 metri, che diventa così il punto di partenza per aprire un dibattito sul valore dell’opera fotografica in relazione alla sua dimensione, al tempo dello sguardo e alla profondità dell’esperienza visiva. Da Tecno, la mostra di Teresa Giannico, in collaborazione con Viasaterna, a cura di Rischa Paterlini: il progetto dell’artista nata a Bari nel 1985 presenta una serie di lavori incentrati sulla relazione tra ambiente e individuo, un tema ricorrente e significativo nella sua ricerca.
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