Da circa due decadi il Messico ha sperimentato un forte risveglio nella produzione artistica, sebbene sia un Paese con già alle spalle una forte tradizione in questo campo (arte preispanica, arte coloniale, muralismo). Negli ultimi tempi si sono succeduti diversi eventi che hanno reso possibile la nascita di un nuovo dinamismo, permettendo di situare saldamente il Paese nella scena internazionale dell’arte contemporanea. Nomi come Carlos Amorales, Gabriel Orozco, Rafael Lozano-Hemmer, Pablo Helguera, Fernando Ortega, Demián Ortega, Pablo Vargas Lugo, Minerva Cuevas, Santiago Sierra o Francis Alÿs (questi due ultimi di nazionalità spagnola il primo e belga rispettivamente ma residenti a Messico da più di dieci anni), ma anche gallerie come Kurimanzutto, OMR, Nina Menocal, Colección Jumex, SITAC (Simposio Internacional de Arte Contemporáneo) o InSite (Art Practices in the Public Domain San Diego-Tijuana) sono alcune delle realtà che oggi appaiono frequentemente nelle programmazioni internazionali e che proprio per le loro proposte hanno fatto richiamato fortemente l’attenzione sulla loro produzione.
Uno degli eventi che ogni anno di più sta acquistando importanza a livello internazionale è proprio l’unica fiera d’arte contemporanea che si organizza in Messico: MACO, méxico arte contemporáneo. Arrivata quest’anno alla sua quarta edizione (sotto la direzione di Zelika García e Enrique Rubio), ha riunito più di ottanta gallerie da Paesi come Argentina, Germania, Austria, Brasile, Canada, Danimarca, Spagna, Stati Uniti, Francia, Inghilterra, Irlanda, Italia, Svezia, Svizzera, Venezuela, Uruguay e Messico, ognuna selezionata da un comitato internazionale composto dalla galleria OMR (Messico), Nara Roesler (Brasile), The Happy Lion (Stati Uniti) e Luis Adelantado (Spagna).
Nell’attualità il fenomeno delle fiere d’arte contemporanea è stato investito da un’eccessiva rilevanza che ha portato alcune ferie piccole o nuove a utilizzare il termine “contemporaneo” con la sola finalità di attrarre un certo tipo di gallerie e di visitatori anche se il contenuto dell’evento è decisamente più incline all’arte moderna. Fortunatamente questo non è il caso di MACO, che possiede un profilo ben delineato e offre una gamma di gallerie e opere di qualità e competenza internazionale che l’hanno resa la fiera latinoamericana più attuale e propositiva. La pecca di quest’anno è stato il cambio di sede visto che l’immobile in cui si è tenuto l’evento non era adeguatamente preparato per ospitare la fiera e ciò ha comportato alcune lamentale tra gli espositori e i visitatori. Per fortuna, nonostante tutto, la risposta del pubblico ha superato le attese e l’affluenza è stata superiore a tutte le precedenti edizioni, arrivando a registrare le 30 mila presenze.
Alcune delle gallerie presenti in questa edizione sono state: Galleria Kurimanzutto (Messico), La Refaccionaria (Messico), La Estación (Messico), Nina Menocal (Messico), Luis Adelantado (Spagna), Caja Negra (Spagna), Harto Espacio (Uruguay), Magnus Müller (Germania), Massimo De Carlo (Italia), AMT Gallery (Italia), Pertugi Arte Contemporanea (Italia), Bonelli Arte Contemporanea (Italia), Galleria Ramis Barquet (EUA), Travesía Cuatro (Spagna), Galleria Yvone Lambert (París-NY).
Tra i diversi eventi paralleli alla fiera il più commentato è stato senza dubbio la performance dell’artista statunitense Spencer Tunick, che lo scorso 6 maggio ha riunito a 18.000 persone nude nella piazza più importante della città, lo Zócalo, e che il giorno dopo ha fotografato cento donne dai capelli lunghi e neri nel giardino della casa-museo di Frida Kahlo in una sorta di omaggio all’artista messicana. Al di là del giudizio personale o critico che si può dare su questo progetto artistico, nel quale si celebra l’oscenità delle masse e l’annullamento dell’individualità, esso risulta sommamente significativo in Messico, un paese dove le manifestazione pubbliche (las marchas) sono una scomoda tradizione per il cittadino e dove con molta difficoltà si può motivare tanta gente con una ragione collettiva estranea alla politica. Sicuramente la seconda fotografia, quella in omaggio a Frida Kahlo, sarà una delle più vendute tra le proposte dell’astuto Tunick.
È così che é passata la quarta edizione di questa giovane ma già consolidata fiera. Intanto durante la prossima estate sarà possibile vedere diverse proposte d’arte contemporanea messicana alla Biennale di Venezia. Il padiglione messicano debutta infatti con Rafael Lozano-Hemmer e il suo progetto Some things happen more often than all of the time (a cura di Priamo Lozada e Bárbara Perea) mentre Mario García Torres sarà presente nella mostra Pensa con i sensi – Senti con la mente (a cura di Robert Storr). Nel frattempo, a Basilea nelle fiere Art Basel, Balelatina e Volta sarà importante la presenza di varie gallerie messicane di prima qualità.
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italiano questa'anno presente al MACO
guardate un pò cosa ho trovato
http://www.replica21.com/archivo/articulos/g_h/514_galindo_maco.htm