© Camille Claudel
Art Night, la serie di Rai 5 dedicata alle storie dell’arte, ritorna con una nuova stagione. La prima puntata, intitolata Arte, amore e pazzia, condotta da Neri Marcorè, andrà in onda mercoledì, 8 gennaio, alle 21:15, con un omaggio a una grande artista, una scultrice che sfidò il suo tempo: Camille Claudel. A raccontare la storia della donna, già definita in vita come geniale ma il cui destino fu quello di terminare i suoi giorni in un manicomio, il documentario di Sandra Paugam, Camille Claudel. Scolpire per esistere.
Camille Claudel nacque l’8 dicembre 1864 a Fère-en-Tardenois, un piccolo villaggio della regione francese della Piccardia. Fin da bambina mostrò un precoce talento per la scultura, coltivato con il supporto della madre, Louise Athanaïse, e contrastato invece dal padre, che considerava questa passione inadatta a una donna. Nel 1881, a soli 17 anni, si trasferì a Parigi per studiare presso l’Académie Colarossi, una delle poche istituzioni che ammetteva studentesse.
Nel 1883, Claudel diventò allieva e assistente dello scultore Auguste Rodin, un incontro che avrebbe segnato profondamente la sua carriera e la sua vita personale. La relazione tra i due fu tumultuosa, segnata da intensi scambi creativi e passioni contrastanti. Camille diventò musa e collaboratrice di Rodin, contribuendo a opere fondamentali come Il bacio e La porta dell’inferno. Tuttavia, la sua autonomia artistica emergeva con forza e le sue opere iniziarono a distinguersi per una sensibilità unica e una tecnica raffinata.
Nei suoi lavori, Claudel esplora temi universali come l’amore, la sofferenza e la solitudine, spesso attraverso una prospettiva intima e personale. Tra le sue opere più celebri, La valse (1889-1893), un’evocativa rappresentazione di una coppia danzante, e L’età matura (1895-1899), una scultura carica di simbolismo che molti hanno interpretato come un riferimento al suo doloroso distacco da Rodin. Raffinatissima anche la tecnica, con la quale Claudel riusciva a infondere movimento e vitalità alle sue figure, grazie a un uso sapiente del marmo e del bronzo.
Nonostante il talento indiscusso, Camille faticò a ottenere il riconoscimento che meritava, anche a causa dei pregiudizi verso le donne artiste dell’epoca. Dopo la fine della relazione con Rodin, il suo equilibrio mentale si deteriorò progressivamente. Ossessionata dall’idea di essere sabotata dall’ex amante – che in effetti cercò di screditare la sua arte e di vanificare il tentativo di affermarsi come scultrice indipendente – distrusse molte delle sue opere e si isolò dal mondo.
Nel 1913, a seguito della morte del padre, Claudel fu internata in un ospedale psichiatrico per volere della madre e del fratello Paul, famoso scrittore e diplomatico. Nonostante alcuni medici ne avessero raccomandato il rilascio, Camille trascorse gli ultimi 30 anni della sua vita in istituti, senza più scolpire. Morì il 19 ottobre 1943 a Montdevergues, in totale anonimato.
Solo decenni dopo la sua morte, il suo lavoro ha ricevuto la giusta attenzione, grazie a mostre retrospettive e studi che hanno rivalutato il suo ruolo nell’arte. Oggi, le sue opere sono esposte nei più importanti musei del mondo, come il Musée Rodin di Parigi e il Musée Camille Claudel di Nogent-sur-Seine, e sono riconosciute come esempi straordinari di scultura espressionista e simbolista.
Il documentario – attraverso interviste, ricostruzioni e testimonianze – ne celebra l’eredità restituendole il posto che merita nel panorama artistico internazionale, ispirando una riflessione sulla potenza dell’espressione artistica come mezzo di affermazione ed emancipazione personale, e dando nuove sfumature al ritratto di un’artista troppo frettolosamente etichettata come “pazza”. Un racconto di lotta, passione e genio creativo, che culmina in opere di straordinaria intensità, in cui si materializzano i tormenti e le emozioni di un’artista che tentò in ogni modo di imporre la propria arte in un’epoca egemonizzata dagli uomini.
Gli appuntamenti con Art Night proseguiranno nelle settimane successive, con puntante incentrate sulla nascita dell’Impressionismo, sulla fotografia di Dorothea Lange, sulla pittura enigmatica di René Magritte e tante altre storie d’arte.
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