Un viaggio visivo nella grande bellezza di Roma attraverso la straordinaria stagione del Barocco. “Borromini e Bernini. Sfida alla perfezione” è il docufilm diretto da Giovanni Troilo su soggetto di Luca Lancise, prodotto da Sky e Quoiat Films e distribuito da Nexo Digital all’interno della stagione della Grande Arte al Cinema. Nel film si narra della rivoluzione architettonica di un genio solitario che cambiò per sempre l’aspetto di Roma attraverso una sfida personale alle convenzioni e ai pregiudizi, con l’umiltà di apprendere dal passato per inventare il futuro, con il coraggio di portare avanti un’idea pagandone il prezzo fino in fondo.
Le riprese si snodano per le vie di Roma, tra Palazzo Barberini, San Pietro, San Carlo alle Quattro Fontane, Sant’Andrea al Quirinale, l’Oratorio di San Filippo Neri, la Basilica di San Giovanni in Laterano, Piazza Navona, la Chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza, Villa Adriana a Tivoli e si spinge poi alla Villa-giardino di Paolo Portoghesi a Calcata, Viterbo, fino ad arrivare alla Tomba di Borromini a San Giovanni Battista dei Fiorentini, dove l’artista riposa ancor oggi.
Lo stile di Francesco Borromini è riconoscibile, eccentrico, diverso: si distingue da quello dei contemporanei e trasuda un’austera autorità spirituale, con perenni allusioni che evocano l’infinito. Ma questa è anche la storia del dualismo artistico più famoso di sempre, quello con l’amato e odiato Gian Lorenzo Bernini (1598-1680) e, soprattutto, la storia della rivalità di Borromini con se stesso. Un genio talmente legato alla propria arte da trasformarla in un demone che lo avrebbe divorato dall’interno, fino a spingerlo a scegliere la morte, con un gesto drammatico, pur di toccare l’eternità .
É in programma fino al prossimo 7 giugno, a Ulassai, la seconda edizione della Biennale d’Arte Contemporanea
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