Nickolas Muray, Frida Kahlo con figura Olmeca, 1939, Victoria and Albert Museum, Londra
Tra le artiste più riconoscibili e mitizzate del Novecento, Frida Kahlo non ha ancora avuto una grande serie televisiva internazionale dedicata alla sua vita, sembra incredibile ma è così: ora però la piattaforma Netflix ha deciso di portare sul piccolo schermo la storia della pittrice messicana con una produzione che promette di essere tra i progetti biografici più ambiziosi dedicati al mondo dell’arte.
La serie, ancora senza titolo e senza una data di uscita annunciata, sarà diretta da Patricia Riggen e Gabriel Ripstein, regista e produttore legato a titoli come Narcos, mentre la sceneggiatura principale è affidata a María Renée Prudencio. Il progetto prenderà spunto dal romanzo biografico della scrittrice francese Claire Berest, uscito nel 2020 e pubblicato in Italia da Neri Pozza con il titolo Nulla è Nero, una ricostruzione narrativa della vita dell’artista, in cui la dimensione storica si intreccia con una forte componente letteraria
«Sono fan di Frida fin da quando ero bambina: del suo coraggio e del modo in cui trasformava il dolore in forza. Voglio raccontare la sua relazione con Diego da una prospettiva femminile e messicana, ma anche con uno sguardo globale», ha commentato Riggen, già al lavoro sulla fortunata serie Tom Clancy’s Jack Ryan.
Secondo la presentazione diffusa dalla piattaforma, la serie racconterà la vita di Kahlo mettendo al centro non soltanto la sua ricerca artistica e personale, con la forza simbolica dei suoi autoritratti e la costruzione di un’identità radicalmente originale, ma anche il rapporto complesso e spesso conflittuale con il marito, il pittore muralista Diego Rivera. Netflix ha descritto la loro relazione con un’immagine eloquente: «La storia di una bomba avvolta nella seta; una bomba che sono loro due, che è il Messico e che, inevitabilmente, è il mondo intero».
«L’ambizione di questo progetto è senza precedenti. Vogliamo mostrare una Frida reale – una Frida che sembra uscire dallo schermo e prenderti per mano per vivere la sua storia insieme a lei, in uno dei periodi più significativi del nostro Paese», ha dichiarato Carolina Leconte, vicepresidente dei contenuti di Netflix Messico.
Il progetto di Netflix si inserisce in un momento di rinnovata attenzione internazionale verso la figura di Frida Kahlo, che continua a occupare una posizione centrale nell’immaginario culturale contemporaneo, con la sua vicenda biografica segnata da dolore fisico e militanza politica, libertà personale e realizzazione artistica.
Questo interesse è testimoniato anche da una grande mostra in programma alla Tate Modern di Londra, intitolata Frida: the Making of an Icon, che aprirà il 25 giugno 2026 e resterà visitabile fino al 3 gennaio 2027. L’esposizione si concentrerà sull’influenza di Kahlo sulle successive generazioni di artiste e artisti, evidenziando il modo in cui è diventata nel tempo un vero e proprio simbolo culturale.
Raccontare la sua vita in forma seriale significa confrontarsi con una biografia già ampiamente mitizzata: l’incidente che segnò il suo corpo per tutta la vita, il legame tormentato con Rivera, il contesto politico e culturale del Messico post-rivoluzionario. Rimane ta da vedere quale sarà il tono scelto dalla serie e quanto spazio verrà dato alla dimensione artistica, oltre che politica e sociale, rispetto a quella biografica.
Ma il progetto conferma una tendenza ormai consolidata: la storia dell’arte sta diventando sempre più spesso materia per il racconto seriale, le sue figure si prestano a diventare i protagonisti di nuove narrazioni adatte a raggiungere anche un pubblico globale. E nel caso di Frida Kahlo, la materia non manca.
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