AL CINEMA

di - 28 Novembre 2016
Non ti lascia più, una volta visto, il volto turbato di Susan Morrow (Amy Adams) che ama abbinare i suoi capelli rossi con il verde di abiti firmati o di preziosi smeraldi, creando quel binomio disturbante ma incisivo che troviamo nelle donne dipinte da Edward Munch, maestro negli effetti speciali affidati ai colori. Disturbante è l’aggettivo giusto per Nocturnal animals, il secondo film di Tom Ford dopo A single man, uscito in questi giorni sugli schermi italiani dopo aver vinto il Gran Premio della Giuria a Venezia: un capolavoro girato tra gli interni sontuosi e minimalisti di ville e gallerie d’arte di Los Angeles e l’arida asprezza del deserto texano, uniti dalla bruciante linea sotterranea di una violenza interiore che divora le esistenze degli esseri umani all’alba del Ventunesimo Secolo, devastate da una corsa forsennata contro il tempo che non permette mai di fermarsi per fare esperienza dei propri errori.
La memoria del rimorso divora le vite dei protagonisti delle due storie parallele intorno alle quali si sviluppa l’andamento del film: la prima è Susan Morrow, proprietaria di una galleria d’arte contemporanea di Los Angeles, interessata a promuovere un’estetica post-human (da Damien Hirst a Ron Mueck e Jenny Saville) che non si perdona di aver abbandonato il primo marito Edward Sheffield (Jake Gyllenhaal), scrittore di scarsa volontà (ma di ottimo talento, come vedremo nel film), per Hutton Morrow (Arnie Hammer), manager di successo, ma solo apparente.

La seconda è quella di Tony Hastings (sempre Jake Gyllenhaal), protagonista del romanzo Nocturnal Animals, inviato da Edward all’ex moglie Susan, che si rimprovera di non aver saputo e potuto salvare la moglie Laura (Isla Fisher) e la figlia India (Ellie Bamber) dalle terribili violenze di un gruppo di sbandati, guidati da Ray Marcus (Aaron Taylor-Johnson) che le violentano prima di ucciderle barbaramente. Tony, aiutato da Bobby Andes (Michael Shannon)  uno straordinario detective malato terminale di tumore, cerca di vendicarle e alla fine ci riesce, per poi togliersi la vita.
Tony si vendica, ma anche Edward si vendica su Susan, ancora turbata dalla lettura di Nocturnal Animals: ricorda con un brivido che suo marito la definiva appunto un animale notturno, cinico, feroce e  attento solo alla propria soddisfazione personale. Così, quando Susan riceve un messaggio da Edward e gli da appuntamento in un lussuoso ristorante orientale, l’ex marito non si presenta, e negli spettatori sale il sospetto che si sia tolto la vita come  aveva fatto pochi minuti prima il suo personaggio di penna, Tony. Rimorso e vendetta conditi in salsa di eccessi contrastanti. Da una parte la vita glamour ma vuota di Susan, troppo simile a sua madre, maliarda americana che vediamo in azione  in una delle scene più efficaci del film, quando mette in guardia la figlia dallo sposare Edward: “è debole, non ti darà il livello di vita che cerchi, anche se oggi non lo sai ancora”. Un inumano cinismo che si riflette anche nelle opere che oggi  propone in galleria, dove ha appena inaugurato una mostra composta da video di donne obese che ballano con cappellini a stelle e strisce. Dall’altra parte il grande talento narrativo di Edward, utilizzato però per sconvolgere l’animo dell’ex moglie con il suo romanzo, dove la violenza raggiunge vertici quasi insopportabili. Tutto questo esaltato dalla regia di Tom Ford, capace di unire David Lynch e Alfred Hitchcock, Quentin Tarantino e Stanley Kubrick in mirabolanti e strepitosi slittamenti visivi, dal deserto texano al lusso di Los Angeles.

Ma non basta: Tom Ford possiede anche un’ottima conoscenza della fotografia americana, da Gregory Crewdson a William Egglestone, e questo rende il film visivamente impeccabile. Interessante notare che l’opera  è uscita nelle sale poco dopo la vittoria di Donald Trump alle presidenziali, che ha suscitato una reazione di rimorso di buona parte della popolazione, simile a quello di Susan Morrow. Sa che  avrebbe potuto essere una persona più realizzata umanamente se fosse stata meno sensibile alle apparenze e alla ricchezza materiale, che rende solo apparentemente più felici ma in realtà disposti a qualsiasi compromesso pur di mantenere uno standard di vita alto, ma superficiale. Ultima raccomandazione: non cedete alla pigra tentazione di vedere il film doppiato. Nocturnal Animals va visto assolutamente in lingua originale. Buona visione!
Ludovico Pratesi

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