Ho visto questo libro che mi sorrideva dalla prima di copertina.
“A sight for sore eyes”, non riesco a trovare un corrispettivo in italiano altrettanto diretto ed intenso, intenso come le immagini che contiene.
Una bella cosa per i nostri occhi ormai provati dalla difficoltà e la violenza del nostro quotidiano sensitivo.
Ho parlato con Elmuz e lei ha confermato questa impressione. Il suo amore per il lato positivo della vita, per quello che di più bello ci può offrire, si muove leggero ed attraversa le sue opere. Troveremo quindi amore, il gusto solo dimenticato per il gioco, l’attrattiva per la sperimentazione, la ricerca di una struttura a più livelli di lettura, il non arrendersi di fronte ai limiti imposti dalla tecnologia e dalla tendenza tecnologica.
La stratificazione successiva di differenti materiali eterogenei al medium fotografico, le variazioni improvvise, i ripensamenti e le riflessioni ci guidano verso la comprensione del modo interiore di Elmuz, la sua complessità, le sue forme, il cromatismo potente.
E saremo a nostra volta coinvolti, riconosceremo forme, materia, ci potremo avvicinare a loro da diversi punti di vista, ricordare, in una sorta di cortocircuito emozionale e sensitivo.
La mia migliore sensazione lo scoprire nel suo lavoro questa idea, assolutamente controtendenza e quindi innovativa, di avvantaggiare e favorire l’amore, la vita, la gioia creativa che esplode letteralmente nella sua gamma cromatica, nella spontaneità con cui espone i sui spunti di vista.
Vale a dire suggerire un’idea di immagini sui cui fermarsi a riflettere.
Alcune delle opere presentate sul libro le troverete fino al 17 marzo presso la libreria Fontana, in via Monte di Pietà 19/c a Torino.
Vi consiglio l’acquisto [agevolissimo] di questo libro di immagini.
Paolo Viridian
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