Nell’universo di Biasiucci le forme hanno un ruolo importante. Nella presentazione troviamo scritto: ” Antonio Biasiucci affronta con il mezzo della macchina fotografica il problema cui ogni artista si trova a dover una soluzione: dare forma al caos, ad una materia magmatica ed in continuo divenire”, ma non credo che sia solo questo. Esiste nella natura, nel quotidiano un mondo che spesso non abbiamo piu’ il tempo d’osservare, d’apprezzare, a volte non se ne hanno nemmeno le capacità.
Ed è proprio la capacità d’osservazione e d’astrazione che caratterizza fotografi come Biasiucci: fornire nuove letture e percorsi in ciò che a volte sembra ovvio, trasporre su carta la materia entrando in dimensioni nuove capaci di creare nuove realtà che poco hanno della loro origine.
Biasiucci riesce in questo con lo studio del suo “soggetto” dedicandogli tempo, attenzione, il necessario per entrare in sintonia , ascoltare ed interpretare. Il risultato sono delle immagini classiche, pulite, decise, tecnicamente perfette dalla ripresa alla stampa, ma la loro “perfezione” formale non deve distogliere l’occhio che, anzi, deve necessariamente vagare alla ricerca della storia, interpretando forme e movimenti fino al trasporto in spazi racchiusi nella memoria.
La mostra è composta da circa 20 stampe di grande formato (tutte in vendita) che occupano anche le nuove sale di recente acquisizione, attigue al “vecchio” locale.
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Maurizio Chelucci
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