“Sono nata nel 1964 a Milano e fotografo dall’ottobre del 1997.
Ho frequentato i corsi di Giuliana Traverso imparando a fotografare in bianco e nero.
Prediligo questo mezzo per la ritrattistica ed il reportage, in colore amo sperimentare continuamente.
Le pellicole Polaroid e la fotocamera digitale sono tra i mezzi espressivi che ho trovato nel tempo più consoni alla mia vera personalità…
Lo studio imperativo della fotografia rimane costante, così come la ricerca personale di nuove espressioni sia in colore che in bianco e nero. Desidererei che ogni mia mostra rappresentasse una piccola tappa evolutiva…”
Sorprendente il mondo di possibilità espressive che Paola riesce ad estrarre e fissare sul supporto fotografico delle sue immagini. Istanti è in effetti un termine giustamente evocativo. Istantanea è infatti, nel nostro immaginario, legata indissolubilmente alla fotografia eseguita con materiali Polaroid, nel senso che l’attesa tra lo scatto e la fruibilità dell’immagine è decisamente breve.
Paola riesce a scardinare il processo di un’autentico miracolo della tecnologia, come noi lo conosciamo, intervenendo proprio in quel lasso di tempo che intercorre tra lo scatto vero e proprio e la fine del processo chimico che genera il prodotto finito. Ed è a questo punto, in questo preciso istante che lei aggiunge la sua personale impronta a quella che sarà la sua visione del mondo.
Frammenti di spazi, istanti, appunto, che vengono recisi dalla realtà e trasferiti sul medium fotografico, e poi nuovamente recisi dalla pianta della normalità in un successivo istante, lavorati con rapidità, plasmati con un semplice attrezzo e portati, finalmente verso una nuova identità che lascia solo intravedere un punto di partenza dal quale noi incominciamo la nostra ricerca.
Punto di partenza dominato dal segno e dal colore. Osservate a distanza ravvicinata possiamo notare che la superficie delle immagini non è assolutamente uniforme. I colori hanno spessore e si impastano tra di loro esattamente come in una tela tradizionale. Inoltre la loro disposizione in quello che comunemente è lo spazio cromatico noto, si sposta, slitta continuamente in una rincorsa infinita dove la tradizione visiva determinata dagli oggetti e dalle persone ritratte in partenza, lascia posto ad una nuova e differente analisi delle possibilità di fruizione di spazi, oggetti, consuetudini.
In mostra, per una precisa scelta dell’artista, troverete delle riproduzioni molto ingrandite degli originali, in modo da facilitare l’esplorazione di questi perfetti mondi possibili. Mondi nei quali Paola Rizza ci porta con la consapevolezza propria di una visione assolutamente non convenzionale espressa in una tecnica altrettanto non convenzionale.
Consiglio la visione di questo lavoro.
Paola Rizza vive e lavora a Milano.
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