Fino al 25.II.2001 | Paesaggi fluttuanti. Artisti fra pittura e fotografia | Biella, Santuario di Oropa

di - 17 Gennaio 2001

Il Santuario di Oropa, che rientra nel programma di decentramento dei luoghi dedicati alla cultura portato avanti con grande convinzione dalla Regione Piemonte, fa da splendida cornice alle mostre d’arte (si è appena conclusa la mostra Spiritualità dell’arte). Nonostante la sua vocazione primaria sia quella di luogo di culto, di spiritualità, esso bene si adatta alla permanenza di questa mostra. Paesaggi fluttuanti. Come giustamente ed acutamente fa notare Alceste Catella, rettore del Santuario, il termine paesaggio si presta a molteplici definizioni: paesaggio come luogo fisico sul quale lo sguardo si posa, e paesaggio spirituale, quello dell’immaterialità, dell’interiorità.. Un duplice significato che si rivelato osservando le opere che instaurano una dialettica fra queste due visioni di paesaggio. Non solo. Il confronto fra le due interpretazioni approda alle soglie del confine che c’è fra arte e fotografia. Il linguaggio contemporaneo è fatto di continue interferenze fra le discipline, ciò ristabilisce nuovi equilibri, nuovi significati che vanno oltre la mera divisione che vuole pittura e fotografia come due entità separate. La collettiva che presenta lavori di artisti con un substrato culturale diverso è prova di questa prolifera contaminazione. Il filo rosso che accomuna tutti è il paesaggio del Santuario di Oropa letto secondo codici e linguaggi diversi, la fotografia e la pittura, ogni volta rappresentanti un paesaggio interiore o un habitat esterno fisico. L’attenzione per il territorio è comune a tutti i lavori. I paesaggi che affiorano provengono da un mix di elementi evocativi e fisici, sono il risultato di capacità tecniche unite in modo inscindibile ad emozioni interiori. Questi spazi fisici ed evocativi ogni volta, pur avendo in come il soggetto, emanano suggestioni diverse. Andrea Abati ha colto l’essenza del luogo scegliendo gli scorci del santuario di notte, il silenzio, l’immobilità, che subito portano a domandarsi se il paesaggio rappresentato sia più habitat materiale o rappresentazione di uno stato psicologico. Paolo Bernabini ha colto l’aspetto più significativo dell’elemento naturale nella sua essenza fisica.

Francesco Radino, con le sue fotografie in bianco e nero, ha saputo trasmettere lo spirito essenziale del luogo. Emanazioni evanescenti che traspaiono in un paesaggio fiabesco che rimandano ad un mondo onirico più che reale. Tancredi Mangano ha ritratto la Madonna Nera attribuendole una parvenza in qualche modo reale, pare di scorgere un alito di vita in questa figura che per i fedeli riveste un ruolo molto significativo. Infine vale la pena citare Luigi Mainolfi a cui è dedicata una sezione della mostra. I suoi paesaggi sono veri e propri labirinti zoomorfi dove l’architettura si fa natura e la forma può essere interpretata come ansia nei confronti del paesaggio costruito.
Sarà la cornice del santuario, sarà il contesto di spiritualità, di magia che aleggia nell’aria, tant’è che si rimane veramente suggestionati da questa visita e verrebbe voglia di ripercorrere le sale un’altra volta per qualche incomprensibile motivo!

Michela Cavagna
Mostra visitata il 7.I.2001


Paesaggi fluttuanti. Artisti fra pittura e fotografia. Oropa (Bi): Santuario di Oropa, Via Santuario, 480 – 13813, Biella; orario: da martedì a venerdì dalle 15.00 alle 18.00, sabato e festivi dalle 10.00 alle 18.00, lunedì chiuso; ingresso: libero; accesso disabili: sì; servizi igienici: sì; book shop: sì; catalogo: £. 25.000; tempo di visita: 1 ora; informazioni santuario: 015.2455927.
Come si arriva al Santuario di Oropa: da Torino: autostrada Torino/Milano, uscita Santhià, direzione Biella/Oropa; da Milano: autostrada Milano/Torino, uscita Carisio, direzione Biella/Oropa.



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