Soffre un poco dello spazio angusto messo a disposizione, ma questa mostra possiede alcuni aspetti che valgono la visita.
Notevoli le due grandi immagini offerte da Sophie Calle, fotografa che cerca di capire l’universo parallelo, quello maschile, tema affrontato con spregiudicatezza da un lato ed ironia dall’altro.
Efficaci e penetranti le immagini della serie di Antoine D’Agata, una riflessione per immagini sull’esistenza: sopravvivenza vita, morte, violenza, sesso. Un articolato polittico che illustra un’idea personale ed astratta della situazione umana dove la tensione gioca un ruolo preponderante.
Eccellenti le immagini di Anne Olofsson, rappresentazione delle sue aspettative, dei suoi fallimenti, della sua volontà di capire l’essenza dei rapporti umani, del suo personale rapporto con la società.
Kurt Markus offre un ampio panorama della vita nelle palestre dove si impara l’arte del pugilato, autentica fabbrica delle speranze.
Rankin mette in scena archetipi umani, li illustra con superba abilità tecnica e comunicativa.
Eccellente, anche come organizzazione della sala, quella dedicata ad Antonio Biasucci, che a mio avviso rappresenta la punta assoluta della mostra di Palazzo Bricherasio: qui ci troviamo di fronte ad una vera e propria operazione mimetica che ci sorprende subito, entrando nella sala, effetto dovuto ad una illuminazione finalmente degna di nota. Le immagini sembrano galleggiare nello spazio e ci ritroviamo in una sorta di camera iperbarica, ad alta pressione sensoriale, dove la potenza di queste opere ci lascia interdetti, mentre cerchiamo di riordinare le idee e scavare nel raffinato gioco di ombre luci e dettagli di questi lavori.
Segnalo anche la presenza della serie sui mattatoi di Giacomelli, tema affrontato, come sempre, con grande intensità dal Maestro recentemente scomparso, e la presenza di una serie di Luigi Ghirri.
Presenti anche le immagini del torinese Paolo Verzone, vincitore del Premio Canon 2000 miglior portfolio, con un reportage su Afghanistan e Pakistan.
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Paolo Viridian
Mostra visitata il 7 settembre 2001
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speriamo che l'ultimo fotografo citato, facendo il reportage, abbia fotografato anche gli assassini dell'Afghanistan !!!