Dopo l’anteprima milanese in novembre presso la Fondazione Nicola Trussardi, la mostra giunge a Torino, corredata da venti immagini dei due fotografi oltre a quelle che compongono il calendario.
I due autori si alternano lungo l’arco dell’anno, un mese a testa.
Martine Franck pone la sua attenzione ed il suo sguardo con stile che esalta il rapporto intimo, confidenziale, quello dei momenti in cui ci si vuole ritrovare e scambiare opinioni in totale relax, mentre Richard Kalvar preferisce esaltare dinamismo, espansività, ricerca di nuove frontiere. Tutti e due, comunque convergono su di un punto: sia nell’raccoglimento di un momento familiare, sia nella felice esuberanza di un gruppo di amici, una tazza di buon caffè non può fare a meno di migliorare e completare questo momento.
In mostra ritroviamo dunque le dodici immagini, stampate impeccabilmente in grosso formato e, a fianco dell’emblema di ogni mese, troviamo uno dei dodici testi di Tadini.
Testi e immagini, nonostante rappresentino situazioni e luoghi assai diversi, non perdono mai di unità narrativa, che è in definitiva il punto focale di questa operazione, punto risolto in maniera egregia, senza squilibri, in perfetta armonia.
Un vero e proprio punto di forza, che premia lo sforzo produttivo con un risultato omogeneo e bilanciato, che esplora esaustivamente situazioni di una giornata tipo, in cui ci si può tranquillamente riflettere e ritrovare noi stessi. Affiancare le immagini di Franck e Kalvar ai testi di Tadini sono, nelle intenzioni della Lavazza, un ulteriore sforzo teso a unire due potenti mezzi comunicativi quali fotografia e letteratura, in modo che si potenzino vicendevolmente, creando un unico risultato di grande forza espressiva.
Paolo Viridian
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