Lyle Roblin e l’eleganza del contemporaneo

di - 9 Giugno 2011

Lyle Roblin é nato a Prince Gorge nella Colombia Britannica, da subito ha dedicato la sua vita alla fotografia osservando dall’obiettivo mezzo mondo da New York a Milano senza tralasciare l’Asia e le Indie.

Selezionato per Pria2011 con, Arte come metamorfosi della realtà,  Lyle ha dimostrato un talento ed una sensibilità travolgente, la forza delle sue immagini era tale da “strapparti il cuore” secondo alcuni dei visitatori.

Magazzini abbandonati, muri cadenti, macchinari arrugginiti sono alcuni esempi di come il tempo distrugge ma che allo stesso modo nobilita, impreziosisce e trasforma.

Le immagini del genio fotografico Roblin mostrano la vita sospesa delle cose. La loro anima più profonda. Il cuore del colore, il cuore della luce. Si entra in un altra dimensione dove non é possibile dare una cronologia agli eventi alle immagini, qui il tempo svanisce. Gli oggetti fotografati, parlano, urlano.

Ciò che apparentemente é inanimato prende vita facendo sentire la musica del vetro, gli strilli dell’erba, le risate del cemento. Tutto secerne sentimenti ed emozioni. La ruggine diventa uno strumento musicale. Il passato degradato torna attuale e urla il diritto di una seconda chance. Lyle diventa l’interprete di questo desiderio, lo fa suo, e regala una commovente magia fotografica. Guardando una foto di Lyle si coglie un tessuto sociale ancora persistente, che non si estingue ma che si distingue. Oggetti immobili che camminano. Immagini che sono il cuore della morte industriale.

Non sono esposizioni comuni, da tutti i giorni, infatti é raro che Roblin renda pubbliche le sue opere. La personalità schiva dell’artista, unita ad una concezione profondamente intima e privata della sua visone artistica, ha fatto si che per lungo tempo le sue opere rimanessero inedite, e venissero esposte esclusivamente in mostre private per un pubblico limitato di estimatori ed investitori. Talvolta, però, l’amore per la fotografia lo ha portato a grandi collaborazioni come con Sotheby’s a Montecarlo in “Art and Charity” o con l’asta benefica “The Art of Photography” di Londra.

Imbambolato davanti ad una delle esaltanti opere Roblin una radiosa signora mi si avvicina, senza tanti convenevoli si presenta, e di lì a pochi minuti mi ritrovo a chiacchierare con Anna Rolando Azario. In poche parole la proprietaria dell’Archivio Pria e dello stabile in cui erano esposte le opere del fotografo canadese.

Dopo una bellissima chiacchierata sull’arte contemporanea, ci siamo uniti alla figlia Olivia che, da perfetta padrona di casa, intratteneva atri ospiti con il padre Guido Azario. Tra queste persone anche il sindaco di Biella, Donato Gentile, molto attento alle problematiche dell’arte.

Trascinato della discussione sull’arte mi ritrovo dentro l’Archivio Pria, un patrimonio inestimabile che documenta la storia dell’industria tessile. Olivia ci spiega che da lì sono passate persone del calibro di Valentino, Tom Ford, Ives Saint Laurent e che il cappottino color zucca che indossa Audry Hepburn in “Colazione da Tiffany” é stato realizzato da Givenchy con il tessuto prodotto nel lanificio Pria.

L’edificio, inoltre, é riconducibile al 1150 quando lì, nello stesso punto, esisteva ed in parte esiste ancora, un ex convento di clausura il “Santa Maria Maddalena del pinte Cervo”.

Arte, moda, religione, storia, concentrati in un ottimo cocktail SpazioPria.

a cura di enrico migliaccio

dal 21 maggio al 5 giugno 2011

Lyle Roblin e Pria2011, l’eleganza del contemporaneo

Spazio Pria


Salita Di Riva 3 (13900), Biella

Info: www.archiviopria.it

    www.lyleroblin.com

[exibart]

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