David Wojnarowicz Reclining, 1981, Peter Hujar © Peter Hujar Archive, LLC, courtesy PaceMacGill Gallery, New York and Fraenkel Gallery, San Francisco
In attesa dell’apertura di Paris Photo, che fa da capofila a questa straordinaria settimana dedicata alla fotografia, la capitale francese offre appuntamenti diversi con l’ottava arte. Dalla Maison Européenne de la Photographie, alla Biennale dei fotografi del mondo arabo contemporaneo, per passare dal Bal, al Jeu de Paume, fino al festival PhotoSaintGermain.
Sulle note musicali londinesi, tutta l’eredità nordafricana nella fotografia contemporanea di Hassan Hajjaj (1961, Larache, Marocco), in mostra alla Maison Européenne de la Photographie. La retrospettiva presenta serie fotografiche, video e installazioni che restituiscono un universo artistico coloratissimo che tocca al mondo della moda attraverso stili e icone trasversali. Il fotografo marocchino ha invitato a sua volta due giovani artisti nordafricani: Zahrin Kahlo e Lamia Naji. Le mostre sono aperte fino al 17 novembre. Imperdibili le 300 stampe vintage della collezione personale di Georg Polke in “Les infamies photographiques de Sigmar Polke”, al Bal fino al 22 dicembre. Curata da Fritz Emslander, Georg Polke, Bernard Marcadé e Diane Dufour, la mostra propone una serie di fotografie uniche dell’artista tedesco che vanno dagli anni Settanta agli Ottanta.
Il Jeu de Paume propone, fino al 19 gennaio, “Speed of Life” di Peter Hujar (1934-1987). Fotografo statunitense della scena underground newyorchese, ha dato visibilità allo stile di vita gay, passando dalle rivolte di Stonewall fino alla crisi dell’AIDS degli anni ’80.
Infine, un tour tra la fotografia contemporanea e le sue principali tendenze, grazie al festival PhotoSaintGermain che, arrivato alla sua ottava edizione, accoglie 33 mostre di 60 fotografi in 17 gallerie, istituzioni, centri culturali e librerie, tra incontri, proiezioni e firme, fino al 23 novembre. La giuria è composta da curatori, critici e artisti, come Virginie Huet e Aurélia Marcadier, direttrici dell’evento, Simon Baker, direttore della Maison européenne de la photographie, la curatrice Sonia Voss e Sebastian Hau, direttore artistico e fondatore della fiera degli editori indipendenti Polycopies.
Nell’ambito del festival, in corso fino al 10 novembre, al 17 Quai Anatole France in partenariato con l’Accademia delle Belle Arti, troviamo il fotografo Raghu Rai vincitore della prima edizione del Prix de Photographie de l’Académie des beaux-arts – William Klein, premio assegnato ogni due anni e con un importo di 120mila euro. Interessanti i lavori di artisti come Ange Leccia in “Éblouissements”, curata da Pascal Beausse presso la Maison d’Auguste Comte. Da vedere anche Carl Strüwe con “L’aventure intérieure” presso la galleria Le Minotaure, mentre la Gimpel & Müller presenta Pit Kroke in “Photographie concrète”.
Michele Nastasi e Stefano Cerio in “Costruzioni instabili” ripercorrono le strade di L’Aquila, a dieci anni dal terribile terremoto, presso l’Istituto Italiano di Cultura. Segnaliamo anche Ilse Bing, la regina della Leica e pioniera del fotogiornalismo, presso la Alain Le Gaillard, Mario Giacomelli con lavori che vanno dal 1999-2019 presso la Berthet-Aittouarès, e Costanza Gastaldi con “Loto Nero”, una mostra presentata alla Catherine & André Hug.
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