Categorie: Fotografia

Doppio ritratto femminile, tra Helmut Newton e Maryam Eisler

di - 4 Marzo 2024

Elaborare le immagini, ritrarre, raccontare, costruire, sviluppare. Queste tracce di memoria di una storia poliedrica e molteplice emergono in due importanti mostre: Helmut Newton. Legacy, al Museo dell’Ara Pacis fino al 10 marzo 2024, e Intimate Landescapes. Maryam Eisler, ospitata dalla Mucciaccia Gallery di Roma fino al 16 marzo 2024. Le esposizioni, seppur possano apparire così lontane, approfondiscono una ricerca sul ritratto femminile da cui emerge un percorso delicato, costellato di immagini in cui corpi e soggetti femminili vengono celebrati nella loro scultoreità, quasi altera.

Helmut Newton e il linguaggio visivo dello zeitgeist

Nel caso dell’ampia retrospettiva sul genio di Helmut Newton, sono stati raccolti 200 scatti, di cui 80 inediti. Attraverso un percorso prevalentemente cronologico, in cui si è voluto ricostruire l’intero immaginario dell’artista, emerge come, da sempre, la sua produzione è stata improntata ad un’estrema vicinanza al soggetto e ad un rapporto ancora più stretto con il fashion system. Newton, nato a Berlino da una famiglia benestante ebrea, è sempre riuscito, nelle sue opere, a cogliere lo zeitgeist: come sottolinea Denis Curti, curatore della mostra con Matthias Harder (presidente della Helmut Newton Foundation), Newton è stato «Un genio capace di reinventare il linguaggio fotografico», tramutando soggetti in attori di uno spettacolo da lui architettato.

Helmut Newton, Autoritratto, Monte Carlo, 1993. Courtesy: Helmut Newton Foundation.

La fotografia di moda è stato l’ambito di massima espressione della produzione del fotografo. Provocatorie, sensuali, carnali, noir, vivono in ambienti onirici costellati da un crudo e freddo realismo. Il mezzo non fa altro che certificare una congiuntura spazio-temporale in cui l’essere umano esprime la sua massima ambizione: un voyeurismo perverso di corpi perfetti e scultorei. Il fotografo gioca con i codici, rimescola i generi, attraversando la storia dell’arte per depredare forme e stilemi in cui può navigare. Ammiraglio cieco di una contemporaneità ostinatamente perfetta, Newton porta una contemplazione spirituale in un gioco immenso delle tracce dell’iconografia contemporanea e precontemporanea.

Helmut Newton. Legacy, presso il Museo dell’Ara Pacis, Roma, dal 18 ottobre 2023 al 10 marzo 2024. Foto: Monkeys Video Lab. Courtesy: Museo dell’Ara Pacis
Helmut Newton. Legacy, presso il Museo dell’Ara Pacis, Roma, dal 18 ottobre 2023 al 10 marzo 2024. Foto: Monkeys Video Lab. Courtesy: Museo dell’Ara Pacis

Il mondo diventa immagine e si trasforma in un ritratto fiero di una visione quanto più contemporanea possibile: una liberazione sostanziale del ruolo della donna, che può esulare da qualsiasi schema per emergere dalle macerie di un universo androcentrico e patriarcale. Anche l’allestimento, costruito attorno a neon che assomigliano a quelli di un club parigino, celebra la rottura del velo perbenista e borghese di una rappresentazione della società che soccombe alle sue convinzioni più stereotipate.

Helmut Newton. Legacy, presso il Museo dell’Ara Pacis, Roma, dal 18 ottobre 2023 al 10 marzo 2024. Foto: Monkeys Video Lab. Courtesy: Museo dell’Ara Pacis

Il corpo attraverso la lente: gli approdi di Maryam Eisler

L’esposizione di Maryam Eisler supporta questo approdo concettuale sotto una prospettiva differente. Appartenente a una generazione successiva a quella di Newton, Eisler è nata in Iran, cresciuta a Parigi, ha studiato negli Stati Uniti. Un cosmopolitismo che emerge nella rappresentazione ibrida tra oriente ed occidente della figura femminile. Come Newton, tuttavia, parte da un’analisi realista della contemporaneità per costruire un’immagine onirica, colma di sentimenti, passioni, emozioni.

Maryam Eisler, Chasing Dreams and Shadows, 2019, Stampa su carta in fibra di cotone Hahnemühle, 127 x 91cm. Courtesy: Maryam Eisler
Maryam Eisler, Peaks & Troughs, 2019. Stampa su carta in fibra di cotone Hahnemühle, 111 x 157cm. Courtesy: Maryam Eisler

Le immagini si fanno architetture, paesaggi metaforici di un’atavica energia femminile, la cui fisicità viene esplorata e trascende in un corpo divino. L’estraneità dello sguardo fotografico è il presupposto necessario all’incontro con l’altro e all’emersione dell’alterità stessa: non c’è intimità, senza estraneità, per riprendere Il corpo dell’arte di Jean Luc Nancy (Mimesis, 2014). È questa intimità che sviluppa la dialettica ambigua delle rappresentazioni. Eisler, attraverso la lente della macchina fotografica, rivela l’ambivalenza della condizione femminile, costretta tra la sua forza e la sua vulnerabilità. Questi paesaggi intimi sono costruiti attraverso l’accostamento di fotografie di soggetti, oniriche e surreali, a elementi naturali e artificiali, che sviluppano questo stretto dualismo.

intimate Landscapes. Maryam Eisler, presso la Mucciaccia Gallery, Roma, dal 10 febbraio al 16 marzo 2024.Foto: Monkeys Video Lab. Courtesy: Mucciaccia Gallery
intimate Landscapes. Maryam Eisler, presso la Mucciaccia Gallery, Roma, dal 10 febbraio al 16 marzo 2024.Foto: Monkeys Video Lab. Courtesy: Mucciaccia Gallery

Newton ed Eisler: corpi in dialogo

Le emozioni sono il veicolo fondamentale attraverso il quale le due esposizioni tracciano una traiettoria comune nello sviluppo di entrambi i percorsi concettuali. Dall’estetica di Newton emergono ritratti che vogliono sedurre e liberare, celebrare e trascendere il corpo e la bellezza femminile. Nella personale di Eisler, struttura e linearità illuminano i contorni levigati dei corpi dei soggetti. Un contrasto marcato tra luci ed ombre, forme e amorfismi, colori e strutture accomuna due esperimenti visuali così lontani ma profondamente correlati. Una riflessione quanto più contemporanea in un settore, come la moda, in cui la liberazione del corpo è l’obiettivo radicale di una riflessione e rivalutazione delle sue stesse metodologie.

Maryam Eisler, A Dream You Dream Alone, 2021. Stampa su carta in fibra di cotone Hahnemühle, 78x111cm. Courtesy: Maryam Eisler

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

A Milano Lia Rumma dedica un’ampia mostra agli ultimi lavori di William Kentridge

È in corso alla Galleria Lia Rumma di Milano Sharpen Your Philosophy: con un corpus di opere recenti tra sculture,…

15 Marzo 2026 18:00
  • Arte contemporanea

Nelle opere di Iain Andrews il colore diventa cura

Alla Galleria Gaburro di Milano, fino al 30 maggio 2026, va in mostra la prima personale italiana di Iain Andrews,…

15 Marzo 2026 16:00
  • Personaggi

Addio a Carlo Frittelli, morto il gallerista che portò il contemporaneo a Firenze

È morto a Firenze a 91 anni Carlo Frittelli, gallerista e collezionista, fondatore con il figlio Simone di Frittelli Arte…

15 Marzo 2026 12:14
  • Arte contemporanea

Rituali e identità queer alla Biennale 2026: il progetto di Bugarin + Castle per la Scozia

Un corteo tra storia e cultura pop: Shame Parade di Bugarin + Castle ripensa i rituali di vergogna collettiva nella…

15 Marzo 2026 10:30
  • Arte contemporanea

Bottoni come opere d’arte: quando un dettaglio di sartoria diventa linguaggio visivo

La mostra "SUMIE x KAWA" alla galleria Numero 51, a Milano, diventa un pretesto per ripercorrere il lungo legame tra…

15 Marzo 2026 10:00
  • Arti performative

Other Identity #196, altre forme di identità culturali e pubbliche: Alessandra Zerbinati

Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…

15 Marzo 2026 9:30