Un nuovo spazio dedicato alla fotografia contemporanea e storica, con l’ambizione di diventare un punto di riferimento nazionale e internazionale per il settore, sia nella produzione e nella ricerca che nella divulgazione: il 29 gennaio aprirà le porte il Centro della Fotografia di Roma Capitale. Presentato oggi in Campidoglio, il Centro della Fotografia è tra i progetti cardine del vasto programma di recupero dell’ex Mattatoio di Testaccio che, progressivamente, si trasformerà nella nuova Città delle Arti. A illustrare il progetto sono stati il sindaco Roberto Gualtieri, l’amministratore delegato della Fondazione Mattatoio Umberto Marroni e l’assessore capitolino alla Cultura Massimiliano Smeriglio.
In occasione della presentazione è stato svelato anche il logo, concepito come un monogramma che unisce cornice e contenuto, sintetizzando visivamente i concetti di inquadratura, prospettiva, dualità e modularità : una dichiarazione di intenti che guarda alla fotografia come dispositivo critico.
Il nuovo Centro della Fotografia trova sede nel padiglione 9D dell’ex Mattatoio di Testaccio, complesso industriale costruito nel 1881 e dismesso nel 1975, oggi al centro di uno dei più ambiziosi interventi di rigenerazione culturale in Europa. L’intero sito, di circa 105mila metri quadrati, è destinato a diventare una piattaforma integrata per arti visive, performative, formazione universitaria e ricerca.
Il Centro si sviluppa su 1.500 mq distribuiti su due livelli: oltre mille metri quadrati al piano terra con spazi espositivi modulabili, uffici, biglietteria e una biblioteca specializzata con circa 3mila volumi, mentre al primo piano si trovano una grande sala polivalente e un ballatoio espositivo affacciato sugli ambienti sottostanti. L’intervento architettonico ha valorizzato la struttura industriale originaria, integrando ghisa, capriate e guidovie con soluzioni impiantistiche aggiornate, per adattarsi alle diverse esigenze espositive.
L’investimento per la realizzazione del Centro – circa 5 milioni di euro di fondi comunali – si inserisce in un piano più ampio che supera i 90 milioni di euro, sostenuto da fondi PNRR e risorse comunali, con il coinvolgimento dell’Università Roma Tre e della Fondazione Roma. I lavori proseguiranno per il biennio 2026–2027, con nuovi spazi universitari, biblioteche, aree pubbliche, una pista ciclabile di collegamento con il Tevere e un grande padiglione per eventi.
L’inaugurazione si svolgerà il 29 gennaio, in coincidenza con il 70° anniversario del gemellaggio tra Roma e Parigi, mentre l’apertura al pubblico avverrà il giorno successivo. Questa ricorrenza non è casuale: la prima mostra, visitabile fino al 29 giugno 2026, è Irving Penn. Photographs 1939–2007, una grande esposizione dedicata al celebre fotografo statunitense Irving Penn, con capolavori provenienti dalla collezione della Maison Européenne de la Photographie di Parigi. L’esposizione, curata da Alessandra Mauro, Pascal Höel e Frédérique Dolivet, ripercorre quasi 70 anni di lavoro di uno dei maestri assoluti della fotografia del Novecento.
In parallelo sarà presentata. C’è un tempo e un luogo, mostra della fotografa e artista Silvia Camporesi, a cura di Federica Muzzarelli, incentrata sul rapporto tra immagine e paesaggio. Accanto alle due personali, Campo visivo, lo spazio riservato alla sperimentazione e ai linguaggi contemporanei, ospiterà Corpi reali e corpi immaginari, progetto curatoriale di Daria Scolamacchia che intreccia materiali d’archivio, immagini documentarie e proiezioni, proponendo una riflessione su corpo, gesto e rappresentazione.
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