Categorie: Fotografia

Sotto il mirino di Irving Penn: il grande fotografo da riscoprire in Normandia

di - 6 Aprile 2023

Gli scatti più emblematici della storia della fotografia sono a Les Franciscaines, spazio multidisciplinare dedicato alla cultura in tutte le sue espressioni, a Deauville, in Normandia, che accoglie un magnifico set di 109 stampe di Irving Penn provenienti dalla collezione della MEP – Maison Européenne de la Photographie. Luogo significativo della fotografia, la MEP raccoglie collezioni che vanno dagli anni ’50 a oggi, per un totale di 24mila opere fotografiche, 110 video d’artista, 800 documentari e 36mila opere stampate tra reportage, moda, pratiche attuali e documentarie. Les Franciscaines di Deauville, ex-convento delle suore francescane, oggi è un polo culturale di 6200m² sito nel centro di questa città balneare della Côte Fleurie conosciuta per il Festival du Cinéma Américain e Planches Contact, festival della fotografia.

Irving Penn Picasso (1 of 6), Cannes, 1957 Collection MEP, Paris © The Irving Penn Foundation

Siamo nel 1990 quando la MEP acquista opere di Irving Penn, aggiungendo 46 stampe nel 2019 a una collezione che si era arricchita nel 1998 grazie a una grossa donazione del fotografo stesso. Ricordiamo che i suoi lavori sono nelle collezioni del Metropolitan Museum of Art di New York, dell’Art Institute of Chicago, della Tate e del Victoria and Albert di Londra. Nudi, ritratti di personaggi celebri come di uomini e donne di tutto il mondo ma anche mozziconi di sigarette, chewing gum o immondizia tout court, e prodotti di bellezza o di alta moda. È nota la sua collaborazione con Vogue attraverso la quale ha contribuito a elevare l’immagine di moda a forma d’arte.

Ecco alcuni dei soggetti che incontriamo lungo questa mostra che ripercorre, dal 1939 al 2007, una parte fondamentale della carriera di Irving Penn (1917–2009), uno dei fotografi più influenti del XX Secolo. Il percorso espositivo è organizzato in cinque sezioni tematiche, quali: I primi lavori (1939-1947), I viaggi (1964-1971), I ritratti (1946-1996), Moda e bellezza (1949-2007) e I nudi (1949-1967).

Irving Penn Optician’s Shop Window (B), New York, 1939 Collection MEP, Paris © Condé Nast

Il fotografo statunitense coglieva i soggetti alla luce naturale e in studio, in uno stile essenziale e raffinato, stampava poi i cliché ai sali d’Argento come al Platino Palladio. Si tratta di una complessa tecnica che risale al XIX secolo e che restituisce immagini con un’ampia gamma tonale e una tridimensionalità eccezionale; l’ideale per un perfezionista come Penn per il quale ogni minimo dettaglio era vitale.

Che cosa hanno in comune i Bambini di Cuzco (1976), la Famiglia hippy F di San Francisco (1967) e una Venditrice parigina di palloncini (1950), della serie Small Trades? Sono foto accurate che hanno lo stesso sipario teatrale, cioè uno sfondo neutro che Penn ha utilizzato per anni, immortalando tante storie in uno spazio unico. Non solo un telo basico ma anche alte assi di legno chiuse ad angolo, che agguantano personaggi come Marcel Duchamp (1949) o la Ballet Society (1948), con Corrado Cagli, Vittorio Rieti, Tanaquil Le Clercq e George Balanchine. Ci sono voluti dieci minuti per fotografare Pablo Picasso (1957) in un ammaliante primissimo piano, molto di più per ritrarre la mano possente di Miles Davis (1986) o un ricercato Jean Cocteau (1948) seduto in una posizione alquanto acrobatica, una vita intera per ritrarre la bellissima Lisa Fonssagrives, top model svedese che ha sposato nel 1950, istanti senza tempo per immortalare un intrigante Truman Capote (1965) o un mascherato Saul Steinberg (1966).

Irving Penn Edith Piaf (1 of 3), New York, 1948 Collection MEP, Paris © The Irving Penn Foundation

Sulla scia di Eugène Atget e August Sanders, troviamo Little Trades, una serie di 250 fotografie scattate nel 1950 a Parigi, a Londra e a New York. Qui ritrae in studio, commercianti di strada con i loro utensili da lavoro, per lo più in piedi e con lo sguardo fisso verso l’obiettivo. Anticonvenzionale, nella serie dei Nudi (1949-1950) inquadra corpi formosi e in posizioni rilassate, ma non la testa, di modelle di pittori e scultori. I loro contorni sono sfumati con un effetto lievemente sensuale, mentre le fotografie sono restituite da tecniche diverse come la solarizzazione. Penn mettendo in vista i chiaroscuri della pieghe della carne ottiene un risultato più sculturale, ma si allontana dai fisici longilinei di moda in quel periodo, per avvicinarsi alle antiche rappresentazioni di donne, vedi la Venere di Willendorf (11 cm d’altezza, in pietra calcarea e dipinta in ocra rossa, risale al 30mila-25mila a.C.).

Irving Penn Marchande de ballons (B), Paris, 1950 Collection MEP, Paris © Condé Nast

Stampata al Platino Palladio, dai contorni precisi e dallo stile grafico, la serie Underfoot (1970) riproduce immagini ingigantite di mozziconi di sigarette o gomme da masticare schiacciate al suolo, che svelano forme inusitate. Penn realizza queste serie nelle strade di NY e usa una fotocamera Hasselblad di medio formato con un obiettivo speciale per catturare soggetti molto ravvicinati. Si tratta di note fotografiche, così le definiva Penn, che rimandano alla grafica urbana e ai suoi primi lavori in uno stile documentaristico che guardano a Walker Evans.

Irving Penn Red-Lacquered Lid, New York, 1994 Collection MEP, Paris © The Irving Penn Foundation

Una chicca? Tutte le fotografie della collezione della Maison européenne de la photographie sono state stampate da Irving Penn stesso. Curata da Pascal Hoël, responsabile delle collezioni alla MEP, e dall’assistente Frédérique Dolivet, questa mostra singolare è aperta fino al 28 maggio.

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