Categorie: friuli v. g.

fino al 11.I.2004 | Gemine Muse | Udine, Civici Musei e Gallerie di Storia e Arte

di - 19 Dicembre 2003

Senza dilungarsi nel sottolineare il valore di iniziative come Gemine Muse – non solo vetrina per giovani artisti contemporanei, ma anche occasione per quel confronto con gli “antichi maestri” che, nei secoli passati, era obbligatorio per ogni preteso artista – l’appuntamento udinese ha rivelato, per chi già non lo conoscesse, il giovane artista Massimo Toffolo (Udine, 1975). Che, per quest’occasione, presenta due ampie tele, a ffiancate e semplicemente posate a terra, realizzate a tecnica mista e intitolate Scene di epoca “O”. Sono poste al “cospetto” del dittico Pompeo che imbarcandosi per l’Oriente si congeda dalla moglie, opera dell’accademico ottocentesco Odorico Politi.
Nell’opera di Toffolo sono numerose le frasi apparentemente provocatorie e scanzonate (sulla tavola di sinistra, per esempio, “100 a 1 che vinco io … 1 a 100 che non vi siete mai persi”), ma, osservandone con attenzione il lavoro, si legge timidezza e profondità di ricerca artistica. La sua opera reca traccia evidente del Novecento ma è capace di risalire oltre, appunto fino al confronto con l’accademismo di primo Ottocento di Politi. Le cornici, che in Politi davano struttura e unità alle due tele affiancate, in Toffolo sono ricondotte dentro l’opera stessa, moltiplicando le superfici, gli spessori, contribuendo – insieme al lavorio delle tonalità, delle linee, delle parole che conducono alla dignità pittorica/scrittoria perfino lo stesso spessore delle tavole – alla solidità di questi lavori.
Differenti da questa linea, anche se di maggiore impatto visivo, le altre due opere, collocate nelle suggestive carceri del Castello. La prima che s’incontra è il Sole nero di Elena Grimaz (Udine, 1972). E’ una figura in crinolina, originariamente “cucita addosso” a una persona e successivamente svuotata, presenza sicuramente inquietante nella sua somiglianza a un impiccato, e strettamente correlata all’ambiente in cui s’inserisce, che pare essere la ragione artistica dominante e il solo luogo possibile per l’opera. Il che, ovviamente, non è necessariamente un difetto. Scendendo nelle segrete del castello s’incontrano invece le sette stampe fotografiche intitolate Tutto ma non la mia mente, di Michela Guatto (Udine, 1977). Posate a terra, tra la polvere e la terra battuta dei pavimenti, sono “presenze” umane che, nel gioco della sfocatura e del controluce, dimostrano il loro carattere fortemente evocativo e disturbante.

maddalena dalla mura
mostra visitata il 4 dicembre 2003


Gemine Muse – Elena Grimaz, Michela Guatto, Massimo Toffolo. Fino all’11 gennaio 2003. Civici Musei e Gallerie di Storia e Arte di Udine – Castello di Udine. Orari: dal martedì al sabato 9.30-12.30 e 15-18, domenica 9.30-12.30. Info: tel. 0432271663/305/591. Testo critico di Alvise Rampini

[exibart]

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