La Galleria ArteStudio Clocchiatti di Udine ospita, sino al 12 ottobre, una personale dedicata alle ultime opere fotografiche di Walter Criscuoli.
L’artista ha intitolato la serie di quindici immagini esposte, Neomitologiche. E tale titolo appare di non trascurabile importanza. Sono simulacri di donne contemporanee. Veno, Ame, Verna e Vòkelan, per citarne solo alcune, sono inedite, femminee, animali. Come veloci dee dell’oggi sono irrimediabilmente distanti dai comuni mortali. Lucide, profumate ed ammiccanti, paiono irraggiungibili, eteree e disincantate.
Sono immagini che s’insinuano con forza nella mente di chi le osserva. Non possono essere guardate con indifferenza, non possono essere solo sfiorate dallo sguardo. Usando il linguaggio televisivo si potrebbe dire che bucano lo schermo. Sono dee dei nostri giorni, immagini veloci,
Le Neomitologiche paiono dee dai facili costumi. E’ in quest’interessante contrapposizione, che si muove tra deificazione e strumentalizzazione, che risiede uno dei più interessanti punti d’arrivo raggiunti, nel corso di alcuni anni di ricerca formale, da questo autore.
Tecnicamente, sono la vivace cromia e la sfocatura, a rendere così coinvolgenti queste immagini. Le figure mosse sono rappresentazioni lontane, oniriche, non identificabili con certezza. La loro mancanza di contorni nitidi permette a chi le osserva d’immaginare ciò che non è nitido, non definibile.
L’imprecisione dei profili, la precarietà del punto di vista disorientano lo spettatore e gli rendono difficile la visione dell’opera. E’ come un passaggio obbligato per chi si avvicina a queste immagini: per sentirle e capirle bisogna osservarle e scrutarle. E l’evidente difficoltà a farlo può apparire intrigante, o fastidiosa. Chi non è attratto da tali opere viene respinto e rifiutato ed in tale, e strano, meccanismo di rigetto le Neomitologiche si dimostrano vere dee, elitarie, aristocratiche, del tutto indifferenti a chi non le desidera e brama.
Altro aspetto chiave del lavoro di questo artista è sicuramente il colore. Incapace di lavorare con tonalità silenziose, Criscuoli avvolge le superfici di rossi e di blu. I due colori, variamente gradualizzati grazie anche all’espediente della sfocatura, creano l’equilibrio cromatico di queste opere.
Da queste serie di foto s’intuisce, inoltre, la
Nelle Neomitologiche mancano la disperazione e l’orrore, molto spesso presenti, invece, nelle opere precedenti.
L’urlo di dolore ha lasciato il posto al sorriso accattivante. Rosso scarlatto.
La Galleria espone anche cinque video realizzati dall’artista nel corso degli ultimi due anni: Non ricordo la mia lingua, Senza storia, Phosphore, L’attacco congiunto e Dall’acqua al cielo.
oreste ionico
mostra vista il 28 settembre 2002
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