Quattro totem dalle dimensioni leviataniche, avvolti nel buio e nel rumore dell’acqua. Legno e schermi al plasma creano una frizione tra elemento naturale e tecnologia. E la modernità illumina l’oscurità della laguna…È Laguna Nera (2006), inedita installazione di Fabrizio Plessi (Reggio Emilia, 1940). L’artista ripercorre nuovamente quelle che sono le sue principali caratteristiche di ricerca: gli ossimori tra entità naturale e supporto digitale, la possibilità di concretizzare in un prodotto umano le sostanze impalpabili e intangibili dell’acqua e del fuoco. In questo caso Plessi ha estrapolato dalla realtà contingente della laguna i suoi tratti distintivi -le briccole- e li ha isolati su lastre dal vago sapore sacro di ostensori, per poi sospenderli su una vasca d’acqua nera digitale. Come si può notare dai disegni preparatori del progetto, anch’essi esposti in galleria,
Un lavoro che alla fine non sembra nuovo per Plessi e che ricorda molto Foresta Sospesa (1999), declinata però in una dimensione catramosa e stagnante. E alla fine, al di là dell’effetto spettacolare che ha l’installazione sullo spazio della galleria, il dato più interessante sembra quello dei progetti studio (in tecnica mista su carta) dell’installazione stessa, in cui si può ammirare, attraverso l’estrema pulizia del tratto, ciò che sta alla base dell’opera. La sua idea.
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www.plessi.it
emanuela pezzetta
mostra visitata il 23 novembre 2006
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orrore costoso orrore!
Il miglior artista italiano, e non solo...
poi bisogna capirlo, e non attendere sempre di vedere paesaggini, donnine, o al contrario gratuite provocazioni...
m.