La qualità della rassegna –proveniente da un’idea della curatrice Antonella Crippa sperimentata per la prima volta presso la galleria Pianissimo di Milano- sta proprio in questo: offre a chi non ne ha spesso l’occasione, la possibilità di trovarsi di fronte a una pluralità di immagini e di autori che, per ispirazione o intenzioni artistiche, spesso hanno poco a che fare tra loro. Infatti, a quanti vorranno scoprire questo articolato percorso non basteranno meno di due serate per seguire, davanti alla decina di postazioni allestite, tutte le opere in programma (anche se, per chi ha già le idee chiare in questo campo, resta possibile selezionare solamente gli autori di proprio interesse).
Ciò che accomuna queste opere, dunque, è il mezzo video e la possibilità, ogni giorno maggiore, di sperimentarlo. Per dire il vero c’è anche Thorsten Kirchhoff che, contrariamente agli altri artisti, gira in 16 mm con tanto di modellini, effetti speciali e movimenti di macchina sorvegliati da un direttore della fotografia. Ma, insieme a
Generalmente ciò che accomuna questi video è il mezzo e la sua possibilità di esplorare nuove possibilità narrative così come fanno, invece, con rigore tecnico Sergia Avveduti, Dario Lazzaretto, Deborah Ligorio, Massimo Poldelmengo, Daniele Puppi, Tu m’… Mentre altri, come Michael Fliri, Daniele Pario Perra, Patrick Tuttofuoco usano questo media semplicemente per testimoniare e moltiplicare un’azione artistica che hanno narrato davanti all’obiettivo. C’è poi chi ne studia e sfrutta l’immagine luminosa, fredda ed elettrica o chi, ancora, punta su articolate soluzioni di montaggio e post elaborazione digitale, oggi alla portata di un qualsiasi personal computer.
Insomma, si tratta di una mostra che ha la qualità d’aver radunato un considerevole numero di artisti e di stili narrativi, eliminando d’un colpo i soliti provincialissimi steccati ideologici. Una mostra che offre la possibilità di fare il punto sull’attuale produzione italiana e che, a coloro cui piace, offre l’opportunità di indagare sul senso innaturale, freddo e contemporaneo che, prima ancora che all’opera, oggi appartiene a questo mezzo.
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davvero fantastico michael fliri!
di tutta la produzione video italiana mi citate per primi due raccomandati senesi (emeriti nessuno al di fuori di questo sito) come rappresentanti di prima linea della scena video nazionale? ma fatemi il piacere. triste, semplicemente triste.
cera anche michelangelo consani ma non ve ne siete nemmeno accorti, state attenti al demone cinese.