Il ritorno di Tranquillo. Già un anno fa la Galleria d’arte comunale di Monfalcone dedicò una mostra a Tranquillo Marangoni (Pozzuolo del Friuli, 1912- Ronco Scrivia, 1992) e alla sua particolarissima produzione di ex libris. Oggi, dello stesso autore, presenta una nuova e ricca selezione di opere proveniente dal centro culturale che porta il suo nome. La mostra è una straordinaria opportunità per conoscere la tecnica xilografica e per approfondire la figura di questo artista che annovera un percorso di tutto rispetto (bastino per tutte le sue partecipazioni alla Biennale internazionale d’Arte di Venezia del ’52, ’54 e ’56).
È dalla particolarità di questa tecnica e della sensibilità con la quale Marangoni se ne
I volumi di alcune architetture sono rappresentati, talvolta, con delle forme mutuate dal cubismo. Ma la scelta è funzionale allo stile espressionista che ne deriva; tant’è che i corpi, pur rappresentati in sintesi, di cubista non hanno nulla.
Davanti alle immagini di Marangoni si ha come la sensazione di trovarsi di fronte a un’immagine negativa (ma invertendone elettronicamente i toni questa qualità non si perde). C’è come una sorta di oscurità, un non so che di dolorosamente lugubre, e al tempo stesso enigmatico, che tiene unite queste composizioni. A differenza della mostra dedicata agli ex libris, dove avevamo conosciuto il lato visionario di Marangoni, questa presenta un artista più legato alla realtà. Ciò non toglie che i suoi mondi siano in
La mostra presenta anche alcune matrici xilografiche originali, strumenti e documenti di Tranquillo Marangoni che danno la possibilità di approfondire il senso della sua opera.
giulio aricò
mostra vista il 18 ottobre 2003
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