Tensio. Ratio. E ora Imago. Ovvero immagine o ritratto, ma anche apparenza e rappresentazione mentale di percezioni reali. Il significato stesso del termine conduce a qualcosa di poco consistente, d’indefinibile e astratto.
Particolarmente stimolante, dunque, questo tema che offre all’artista la possibilità di analizzare le dinamiche e le mutazioni cui va incontro il dato reale dopo che è stato percepito. Ma, volutamente, la quasi totalità delle opere esposte non offre, su questo tema, soluzioni inedite o audaci. Così, il terzo e ultimo appuntamento della serie di
I sedici giovani artisti invitati alla rassegna hanno partecipato con molti video e opere fotografiche. Poche le installazioni, pressochè assente la pittura. Il visitatore, appena entrato, è accolto e sovrastato dalla gigantesca sagoma di un vampiro, sospesa da terra poche decine di centimetri. L’opera, realizzata dall’artista Klaus Pobitzer (Silandro – Bz, 1971), si abbina a una seconda grande sagoma
Minimaliste e cromaticamente neutre le palette a raggiera e gli incastri geometrici di Stefano Calligaro (Cividale – Ud, 1976), cui si contrappone l’interessante opera di Maggie Cardelùs (Alessandria – Virginias, 1962) che, dopo aver ritagliato in sottilissime striscioline un’ampia immagine fotografica, l’ha successivamente usata come vera e propria materia scultorea per creare una nuova forma tridimensionale su cui però resta leggibile, in un secondo piano di lettura, la prima immagine.
Interessanti anche le opere fotografiche di Domenico Mangano (Palermo, 1976). Porti, periferie, palazzoni del messinese. Paesaggi silenziosi e vuoti, ripresi con inquadrature dove, alla normale messa a fuoco, si affiancano zone dimenticate e sfocate (tecnica che richiama, per la verità, agli scatti del fotografo Olivo Barbieri). A questo intervento, in alcuni casi, se ne aggiunge un altro. Una seconda opera costituita da piccoli ovali calamitati sull’immagine fotografica. In questi luoghi assolati entrano così volti di bambini e persone, sorridenti e in posa.
Infine, non particolarmente innovativi per immagini, tagli e montaggi, i video proposti. Come quello realizzato da Marzia Migliora (Alessandria, 1972), che inquadra senza interruzioni un’immagine che richiama l’oblò di una lavatrice. Schiuma e movimento rotatorio, con vari cambi di velocità. Punto.
Immagine dell’immagine, questa nuova rassegna, dopo l’alto livello qualitativo raggiunto con i due precedenti appuntamenti, lascia un poco di amaro in bocca. Ma non pregiudica il voto di ottimo che si merita la Galleria Comunale di Monfalcone per l’appena conclusa annata 2003.
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elena londero
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...ma un nome un po' diverso, no?
la prossima mostra suggerisco di chamarla con un termine non latino, please.
Fa molto fighetto, capisco, ma ora ci avete veramente SFRACASSATO!
Buon anno a tutti!
molto meno bella delle due rassegne che l'anno preceduta