In Palazzo Vianelli, sede comunale di Terzo, sono raccolte le opere incentrate su Hiroshima. In Piazza Europa, nella sede espositiva dell’Associazione culturale Anfora, alcuni tra gli artisti amici di Luciano Ceschia gli rendono omaggio in una collettiva. Sergio Altieri, Aldo Colò, Cesare Mocchiutti e Nane Zavagno… tra gli amici di Ceschia titola l’esposizione che vede la presenza di tre recenti opere per ciascun autore.
Ceschia approda artisticamente ad Hiroshima nel primissimo Sessanta, apportando alla sua ricerca una svolta salutata col Premio del Ministero
La svolta consiste nell’abbandono da parte dell’artista, del mondo della concretezza contadina e dei partigiani sinora cantato. Ceschia rinnega inoltre quella forma che fa proprie consuetudini artistiche consolidate, per gridare la materia nel suo tradimento e sconvolgimento definitivo. E’ la terra oppure è la ghisa, “ignobile” nella considerazione degli accademici, che egli lavora. Tutto nobilita attraverso impasti e fusioni sperimentali. La terra si trasforma allora nella ceramica greificata, che sostanzia i quattro grandi pannelli delle Porte di Hiroshima. La ghisa, combinata in fusione con altri metalli, origina i primi, contemporanei Gong.
Come spesso accade nel percorso di ricerca di Ceschia, anche le sperimentazioni scultoree legate a Hiroshima sono anticipate, quindi accompagnate, da studi grafici e grafico-pittorici, che costituiscono sostanzialmente il corpo della mostra di Terzo.
Coerentemente le “carte” di Hiroshima annunciano con chiarezza lo sfaldamento delle consuetudini rappresentative e il rigetto di ogni “formalismo” artistico. Anch’esse mettono in atto tecniche che sostengono il carattere
francesca agostinelli
mostra vista il 14 dicembre
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