Nella sede espositiva di Palazzo Cecchini, a Cordovado, si rinnova l’appuntamento con la fotografia e la videoarte, curato ogni anno da Guido Cecere.
La prima sala ospita le stampe fotografiche di Nicola Vinci (Castellaneta (Ta,1975). Si tratta di opere quadrate, sia fisicamente, sia linguisticamente, in cui le figure, per il fondo sul quale sono stese e per il modo con cui sono vestite e truccate, diventano simili a carte da gioco, in cui il bianco domina conferendogli un senso lunare (come di visione metafisica). Vinci ordina pochi elementi per ogni opera riuscendo a costruire un’atmosfera immobile e ieratica, talvolta battesimale (grazie alle giovani figure che vi partecipano) ma, allo stesso tempo, corrotta da tenui sbavature, da un fiato di morte che, pur senza nessuna evidenza, sottilmente la attraversa. Una calligrafia, appena
Nella seconda sala sono, invece, esposte le opere del giovane artista sloveno Primoz Bizjak (Sempeter pri Gorici, 1976). Una raccolta di scorci di cantieri notturni veneziani. Le immagini, per il luogo raffigurato e la natura della tecnica adottata, sono solo lontanamente imparentate con le fotografie di Carlo Naya (1816-1882). Ma l’autore, in questo caso, non è un vedutista. Ricerca invece nei lavori in corso veneziani una sorta di inconciliabilità estetico/architettonica tra passato e presente, immergendola nell’atmosfera tipica delle riprese fotografiche serali, con un cielo blu da presepe e dei punti di luce che, con dominanti cromatiche innaturali, rendono artificioso lo spazio.
L’ultima sala è dedicata al video di Massimiliano Ditella (Pordenone, 1974) e
giulio aricò
mostra visitata il 29 giugno 2003
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