E’ attraverso la selezione dei lavori più recenti dell’artista Carlo Fontana (Napoli, 1951) che il visitatore può immediatamente recepire la ragione prima della sua pittura: una positività intensa, resa attraverso opere coloratissime, che, sia nel piccolo sia nel grande formato, raccontano l’ottimistico rapporto con quanto circonda l’artista. E’ un’arte che si lascia guardare e riguardare senza mai creare tensioni e che sembra catalizzare energie positive sostenute da un’essenzialità che mira alla sostanza delle cose.
Opere come Prato giallo (2004), Due tavoli, Una casa (2005), Un fiore turchese (2004) accomodano il riguardante nel luogo della riconoscibilità della forma, inserita in una spazialità quasi caleidoscopica e riferibile agli elementi di un quotidiano normale, appartenente ad una semplice e condivisibile realtà.
E’ facile rimanere coinvolti. Perché la pittura di Carlo Fontana volge ad un lessico nitido, capace di spostare l’asse dell’arte lontano sia da ipotesi elitarie, sia da qualsiasi tipologia di dramma e difficoltà o, come l’autore stesso afferma, lontano da qualsiasi “cattiveria”.
E’ il colore l’elemento significante della sua ricerca. Attentamente indagato nella sua stessa fisiologia, introduce alla rifrazione newtoniana per ottenere gamme cromatiche, costruite attorno ai colori dell’iride. Racconta, inoltre, un’esperienza antica quanto attuale in termini d’idee, contenuto, soluzione. Fontana accoglie, infatti, conoscenze legate a momenti fondamentali della Pittura, facendo propri raggiungimenti maturati all’interno delle avanguardie storiche, che dal futurismo ai Fauves, dal cubismo all’espressionismo hanno fatto del colore l’elemento costruttivo primario. Li connette alle finalità positive dell’arte del nostro tempo, rendendosi partecipe del colore in senso ampiamente culturale. Divenendo parte di una storia pittorica inesausta e inestinguibile. Che scrupolosamente e pacatamente utilizza i mezzi propri della più classica storia pittorica: il pennello, la tela (talora la tavola), il colore ad olio.
francesca agostinelli
mostra vista il 17 febbraio 2005
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